Nella grande discussione in merito alla presenza dei grandi predatori  emergono diverse sensibilità, spesso contrapposte, non raramente oggetto di feroci polemiche, senza però dare rilevanza a chi invece subisce la loro frequentazione. Sono molti gli episodi di incontri e visite spesso non gradite da parte di questi animali che solitamente lasciano tracce ben visibili e che appaiono nelle cronache giornalistiche spesso riassunte in poche righe.

Una testimonianza dal Trentino

Ci siamo fatti raccontare cosa è successo al socio Cia Andrea Recchia in uno di questi contatti. “La sera dello scorso 2 giugno rientrando a casa ho sentito dei rumori e strani versi provenire dalla stalla che si trova a pochi metri dall’abitazione”. Siamo in Val di Non, a qualche centinaio di metri dalla chiesa e dal centro abitato di Masi di Vigo Ton, a 15 chilometri da Trento.

“Entrato nella stalla c’è un grosso orso che sta rompendo alcune conigliere divorando gli animali che vi erano custoditi. L’intervento è stato immediato con grida e imprecazioni e solo dopo una certa insistenza l’orso si è allontanato lasciando danni alla struttura, ma soprattutto diversi conigli lacerati e parzialmente divorati sul pavimento. La sua scorribanda non è terminata perché ha proseguito nei dintorni presso altre abitazioni finendo anche nelle riprese di alcune telecamere della sicurezza di un locale della zona poi rilanciate dai media”.

Questa è solo una delle visite in cui le aziende agricole (e non solo) si trovano loro malgrado coinvolte con danni a strutture, animali domestici, allevamenti e arnie.

Le segnalazioni presentate agli organi preposti, vengono verificate e risarcite in caso di conferma che la causa del problema sia stato effettivamente un grande predatore.

Con il risarcimento si versa una parte del valore economico del danno subito, ma nulla altro.

Si tratta però di circostanze che è difficile comprendere fino in fondo se non quando si è, purtroppo, direttamente coinvolti. Non è infatti solo una questione di soldi, ma devono essere considerati anche gli effetti collaterali che sono a totale carico di chi li subisce, aziende e cittadini, che faticano a vivere la montagna con serenità.

Crediamo che l’obiettivo principale di questo problema debbano essere le persone e le aziende che si trovano a confrontarsi con questi animali e che sia necessario trovare soluzioni che salvaguardino uomini, animali e attività economiche.

(a cura della redazione di Agricoltura Trentina)