Faenza. Ecco “Habitat”, un progetto di residenze e laboratori collettivi nato per rispondere al tema della rivitalizzazione dei borghi italiani, del loro territorio e patrimonio culturale, quali luoghi ideali per lo sviluppo di pratiche artistiche, in dialogo con la specificità territoriale. Un’importante strumento per comprendere e interpretare il presente. L’iniziativa mira essenzialmente a definire nuove possibilità di sviluppo artistico e culturale sia per il territorio che per gli artisti, servendosi di ricerca, progettualità e dell’azione speculativa dell’immaginazione.

Il “vulcano” di Monte Busca

Una strategia place-based che riconosce l’importanza dei luoghi e l’esigenza di una conoscenza attenta e costruita dal basso, quale base essenziale per l’attivazione di interventi orientati che, servendosi del territorio come luogo di ispirazione e azione, sappiano raccogliere e rielaborare la sua preziosa eredità micro-territoriale. Si parte il 24 luglio per terminare, dopo una breve pausa, il 22 agosto.

Habitat si insedierà dal 25 luglio al 25 agosto nell’abitato di Cà de Monti. Il borgo, precedentemente recuperato nel pieno rispetto dell’architettura montana locale, sorge in cima ad un’altura a 5 km da Tredozio (FC) con un affaccio panoramico sul confine tra la Romagna e la Toscana. L’abitato nasce da un’antica struttura di ristoro ai margini della via Francigena, immerso in 250 ettari di pinete, castagneti, boschi secolari e una riserva faunistica venatoria. Composto da due nuclei principali, entrambi in pietra viva, il più antico sarà destinato allo spazio di lavoro condiviso per gli artisti, con splendidi camini, una grande sala, una terrazza coperta dalla quale si può godere di una fantastica vista panoramica sulla vallata; il secondo, più grande, in cui sono stati ricavati due appartamenti e sette camere, oltre agli spazi comuni, sarà utilizzato come zona notte.

Per tutta la durata di Habitat, gli spazi di Cà de Monti si ri-animeranno per ospitare artisti provenienti dall’Italia e dall’Europa, fornendo ospitalità e spazi di lavoro gratuitamente – basandosi sullo scambio reciproco tra gli artisti, con i loro contributi, e la realtà ospitante. Inoltre, dato il numero di camere che il borgo offre, sarà possibile prenotare alcune delle stanze (fino ad esaurimento disponibilità), costituendo così un’occasione unica di contatto tra territorio, residenti e viandanti.

Il territorio si ri-animerà con più di 30 artisti, designer e musicisti. Insieme a spazi di lavoro condivisi adibiti alla produzione musicale (47011 Records), vi saranno una camera oscura ( grazie al contributo di Fototeca Manfrediana), un laboratorio serigrafico, un angolo dedicato alla stampa con la ruggine (grazie alla stamperia “Il Guado”) e alla lavorazione del legno, un’occasione unica di contatto tra territorio, residenti e viandanti.

Nello stesso periodo, eventi pubblici e workshop verranno promossi tra i borghi di Tredozio (FC), Rocca S. Casciano (FC), Portico e San Benedetto (FC) e a Cà de Monti, sulla base dei progetti sviluppati dai residenti durante la loro permanenza. La condivisione di processi, strumenti e conoscenze costituisce la base su cui pianificare gli interventi orientati e le azioni di coinvolgimento locale e ultra-territoriale, stimolando il contatto tra l’uomo e il territorio.

Quattro sono le location individuate , tra cui “Vulcano” di Monte Busca (Tredozio), l’ Abbazia di S. Benedetto in Alpe (S. Benedetto in Alpe), l’ Abbazia di San Donnino (Rocca S. Casciano) ed infine Torre Portinari ( presso Portico di Romagna).

Per maggiori informazioni (ed il programma completo) consultare il sito www.habitattt.it.

(Annalaura Matatia)