Bologna. Le tre confederazioni, Cgil, Cisl e Uil, hanno unitariamente presentato un documento che contiene le richieste più pressanti che il sindacato farà ai candidati a sindaco di Bologna e alla Città Metropolitana come hanno più volte sottolineato.

Ovviamente al primo posto la questione del lavoro da declinare in vari modi garantirlo a chi non ce l’ha, difendere quello esistente, seguire con attenzione le politiche degli investimenti che devono portare occupazione e non come è già accaduto essere l’occasione di shopping industriale per i fondi investimento.

Lavoro vuol dire anche proteggere la salute e la vita di chi lavora perché è già cominciata la catena di incidenti, anche mortali, che va interrotta una volta per tutte.

Senza dimenticare che già durante la pandemia Bologna ha visto sparire circa 5000 posti di lavoro e anche in questi giorni assistiamo ad una decimazione che avviene attraverso licenziamenti individuali che non fanno notizia ma, tutti insieme sono un’altra ferita sociale.

La pandemia ha fatto delle vittime che hanno un nome e cognome: le donne, i giovani i lavoratori deboli e precari e dopo aver detto tante volte nulla sarà come prima ci stiamo accorgendo che silenziosamente tutto sta proprio tornando come prima e che non si vedono ancora le contromisure, a partire da quelle sanitarie (e il riferimento esplicito riguarda i presidi territoriali promessi ma ancora incompiuti.

Non resta che attendere le reazioni dei candidati a questo documento.

Il documento sindacale >>>>

(m.z.)