Bologna. Al grido di “Il lavoro non si tocca!” i sindacati dei metalmeccanici Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno proclamato questa settimana due ore di sciopero con assemblea in tutte le aziende del settore, in Emilia Romagna come in gran parte d’Italia le due ore di sciopero saranno svolte il 22 luglio in quanto nella stessa giornata tutti i lavoratori della multinazionale Whirlpool effettueranno otto ore di sciopero con manifestazione a Roma davanti al ministero dello sviluppo economico.

Pochi giorni dopo lo sblocco dei licenziamenti voluto dal Governo Draghi e dalla Confindustria che alcune aziende e multinazionali (Gkn, Whirlpool, Giannotti ruote e altre ancora) hanno avviato le procedure di licenziamento di centinaia e centinaia di lavoratori.

Non è servito per alcune imprese quanto sottoscritto tra Governo e sindacati Cgil, Cisl e Uil il 30 giugno scorso alla vigilia del termine del blocco dei licenziamenti, assunto anche dalla Confindustria e dalle altre altre associazioni imprenditoriali che impegna le imprese a fronte di esuberi certi a ricorrere prima e comunque alla cassa integrazione, un accordo che non ha alcuna valenza giuridica ma che contiene forti impegni politici e morali a evitare licenziamenti da inizio luglio almeno fino alla fine di ottobre, un lasso di tempo alla detta di tutti necessario alla riforma degli ammortizzatori sociali e per avviare delle politiche attive sul lavoro volte ad alleviare le migliaia di lavoratori che si prevede perderanno il lavoro in autunno.

La decisione di alcune imprese di procedere a licenziamenti unilaterali, viene considerata inaccettabile e verrà contrastata con fermezza dai metalmeccanici per difendere l’occupazione, il reddito dei lavoratori, impedire la riduzione della capacità industriale del paese, evitare che altre aziende seguano questi negativi esempi e rivendicare allo stesso tempo investimenti e politiche industriali in tutto il territorio nazionale. Le ingenti risorse pubbliche messe a disposizione della comunità europea sul “Piano nazionale di ripresa e resilienza” vanno utilizzate per rinnovare il sistema produttivo del paese, realizzare la transizione ecologica e digitale, dare soluzione alle tante crisi aperte, creare nuova e stabile occupazione.

Lo sciopero e la mobilitazione dei lavoratori servono per chiedere al Governo di intervenire presso la Confindustria per bloccare i licenziamenti e rispettare l’avviso comune sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali del 30 giugno scorso.

Sui licenziamenti partiti da alcune multinazionali e sulle ragioni dello sciopero dei metalmeccanici la leader delle tute blu della Cgil, Francesca Re David, ha attaccato “Non si può permettere ai fondi e alle multinazionali di disfare il sistema industriale di questo paese, il Governo ha sbagliato a sbloccare i licenziamenti dell’industria senza aver messo in campo adeguate politiche industriali, vincoli per le imprese e una riforma degli ammortizzatori sociali”.

Un estate sindacale rovente sembra alle porte per i metalmeccanici, questa settimana oltre alle già citate 2 ore di sciopero nazionale e alle 8 ore della Whirlpool, sono previste 4 ore di sciopero generale in Brianza e 8 ore di sciopero dei lavoratori di Acciaierie D’Italia (ex Ilva). La settimana scorsa i metalmeccanici erano scesi in sciopero in Toscana a sostegno della vertenza Gkn e in provincia di Ravenna a seguito dell’infortunio mortale accaduto nello stabilimento Marcegaglia.

(Edgardo Farolfi)