Bologna. “Appennino Bike Tour – Il Giro d’Italia che non ti aspetti”, un percorso di duemilaseicento chilometri che dalla Liguria alla Sicilia, attraversa più di trecento comuni in 44 comuni tappa, incontrando 26 fra parchi e aree protette.

La ciclovia dell’Appennino, organizzata da Legambiente e ViviAppennino, dopo aver attraversato Liguria, Piemonte, Lombardia e le tappe dell’Emilia-Romagna di Bardi, Corniglio, Ligonchio e Lama Mocogno, è arrivata a Gaggio Montano nella giornata di mercoledì 20 luglio. Nelle tappe fin qui percorse sono state inaugurate le colonnine di ricarica e-bike e le stazioni per assistenza biciclette donate da Misura ai Comuni, sono stati inoltre premiati da Legambiente gli ambasciatori dell’Appennino ed è stato sottoscritto il “Patto per il Clima per l’Appennino” dai sindaci dei vari Comuni.

Per l’occasione a Palazzo Re Enzo a Bologna si è tenuta una conferenza stampa alla quale erano presenti fra gli altri Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, Sebastiano Venneri, portavoce nazionale di Legambiente, Antonio Nicoletti, responsabile Aree Protette e Biodiversità di Legambiente, Paola Fagioli, direttrice di Legambiente Emilia Romagna, Enrico Della Torre, direttore generale di Vivi Appennino e ideatore del progetto.

La città di Bologna, come gli altri capoluoghi di provincia d’Appennino, svolge un ruolo fondamentale in questa nuova infrastruttura perché collegamento fra città e territori delle aree interne. In termini di sostenibilità è su questo rapporto che bisogna puntare per creare nuove reti di produzione, scambio e consumo, di offerta di turismo sostenibile e ovviamente di nuova mobilità ecologica e sostenibile. È necessaria una nuova relazione tra territori urbani e territori rurali, fondamentale per le aree rurali per la propria sopravvivenza economica e per le città perché possano continuare a beneficiare di servizi ecosistemici efficienti. L’Appennino Bike Tour è dunque un’occasione per porre al centro del dibattito pubblico il rilancio della centralità del territorio montano, dei suoi borghi, dei suoi talenti. Lo stesso PNRR definisce diverse opportunità per questi territori ed è importante farsi trovare pronti con proposte innovative capaci di superare i divari e assumere una nuova visione di futuro ecologica e in netta rottura con il passato. Le tappe del tour definiscono un passaggio di testimone fra comuni uniti da un impegno collettivo verso la sostenibilità e la lotta ai cambiamenti climatici.

“La pandemia ha fortemente avvicinato le persone alla natura e allo sport, facendo esplodere in maniera inaspettata il cicloturismo, complice anche la diffusione delle e-bike” afferma Sebastiano Venneri. “Queste rendono ciclabili territori che prima non potevano esserlo per via delle difficoltà orografiche. Si è così allargata la possibilità del cicloturismo a nuovi segmenti turistici che prima erano esclusi dai territori montani. È una vera e propria rivoluzione quella che stiamo vivendo e può rappresentare una nuova occasione di crescita e sviluppo sostenibile per queste aree che vivono difficoltà economiche e spopolamento. Con Appennino Bike Tour stiamo lavorando affinché i Comuni siano pronti a raccogliere questa nuova e cruciale sfida. L’infrastruttura già esistente, servita con le stazioni di sosta e ricarica, poco invasive e molto funzionali, consente ai cicloturisti un viaggio in tutta sicurezza e tranquillità”.

“Gli Appennini sono la montagna abitata per eccellenza” commenta Antonio Nicoletti. “Negli anni hanno subito un forte spopolamento e abbandono e gli effetti del cambiamento climatico rendono ancora più fragile e vulnerabile l’intera dorsale interessata da sempre da un elevato rischio sismico e idrogeologico, ma per affrontare la sfida del climate change e porre un freno allo spopolamento del territorio appenninico servono strategie, risorse e innovazione. Sono necessarie nuove relazioni territoriali e moderni scambi tra le comunità rurali e le aree urbane di riferimento storico per il contesto appenninico. Serve un patto di mutualità tra le comunità locali e le grandi città: tra chi cura il capitale naturale e chi ne utilizza i servizi ecosistemici generati. Un impegno che le comunità locali, i sindaci e gli enti possono assumere a partire dalla costruzione di una Rete per il Clima dei sindaci della Ciclovia dell’Appennino fatta di impegni concreti e obiettivi misurabili”.

“La ciclovia dell’Appennino rappresenta lo sviluppo turistico ideale per questi territori, poco impattante e ad alto potenziale di frequentazione” sostiene Paola Fagioli. “E’ la dimostrazione che non servono grandi infrastrutture per fare turismo, basta saper mettere a sistema l’esistente, creare rete tra i territori, valorizzare luoghi e competenze esistenti. Il nostro Appennino ha moltissimo da offrire e lo hanno dimostrato gli ambasciatori che abbiamo nominato lungo il percorso: artisti, agricoltori, allevatori, operatori turistici, tutti accomunati dall’amore per il loro territorio e dalla volontà di trasmettere questo amore alle nuove generazioni e a chi si trova ad attraversarlo. Compito degli amministratori, a tutti i livelli, è assicurarsi che il territorio sia in sicurezza, che non si progetti solo per l’immediato ma con una visione di futuro che deve tenere conto dei cambiamenti climatici in atto e non guardare a logiche turistiche del passato. “

“La Ciclovia dell’Appennino, undicesima ciclovia turistica nazionale”, spiega Enrico Della Torre “è stata finanziata con due milioni di euro per l’installazione della cartellonistica dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. Per l’autunno 2021, il percorso definitivo e le grafiche turistiche del percorso saranno consegnati al Ministero che potrà quindi procedere alla messa in opera della segnaletica rendendo tabellato l’itinerario Appennino Bike Tour per l’estate 2022. Al momento la Ciclovia, il cui tracciato va da Altare in Liguria ad Alia in Sicilia, è comunque percorribile attraverso le tracce scaricabili dal sito www.appenninobiketour.com”.