Imola. Erano circa 150 le persone che si sono radunate, verso le 20 del 28 luglio, in piazza Matteotti per ribadire il loro “No al green-pass” e il “No al vaccino obbligatorio” in nome della libertà di scelta. Fra i volti più conosciuti, il consigliere comunale della Lega Simone Carapia e colui che parecchi anni fa, fu anche capogruppo di Forza Italia in Consiglio, Pino Landi. Ha parlato specificando di farlo a titolo personale.

Forse perché il microfono non aveva una eco chiara, erano tutti abbastanza vicini e senza mascherina sotto lo sguardo attento delle forze dell’ordine. Il clima era di calma, senza scalmanati o esagitati alla vista di giornalisti e fotoreporter, come invece accaduto in altre città, ad esempio Firenze.

Dopo una breve introduzione, è stato letto il pensiero del filosofo Massimo Cacciari. Eccone un estratto: “La discriminazione di una categoria di persone, che diventano automaticamente cittadini di serie B, è di per sé un fatto gravissimo, le cui conseguenze possono essere drammatiche per la vita democratica. Lo si sta affrontando, con il cosiddetto green pass, con inconsapevole leggerezza. Ogni regime dispotico ha sempre operato attraverso pratiche di discriminazione, all’inizio magari contenute e poi dilaganti. Non a caso in Cina dichiarano di voler continuare con tracciamenti e controlli anche al termine della pandemia… Nessuno invita a non vaccinarsi. Una cosa è sostenere l’utilità, comunque, del vaccino, altra, completamente diversa, tacere del fatto che ci troviamo tuttora in una fase di ‘sperimentazione di massa’ e che su molti, fondamentali aspetti del problema il dibattito scientifico è del tutto aperto”.

Intanto anche il 28 luglio, in Emilia Romagna, due persone sono morte, a Bologna, per Covid. Che esiste e purtroppo si sta espandendo ancora una volta. Come fermarlo se non con i vaccini? Una domanda alla quale, al momento, da piazza Matteotti non è arrivata una risposta.