Dopo la conferenza stampa del Presidente Draghi di giovedì 22 luglio, a mio parere, si possono svolgere alcune riflessioni sulla attuale situazione politica italiana. Sicuramente Draghi non ha la preoccupazione del consenso, per la sua forza che deriva dalla realtà che l’alternativa sarebbe il fallimento del Paese. Sicuramente è consapevole che non solo i governi, ma le democrazie muoiono di “non decisioni”, a maggior ragione in periodo di pandemia e di crisi della politica.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi

La sua conferenza stampa è un significativo esempio di “decisionismo antipopulista”, cioè della capacità di fare scelte sulla base di una visione dell’interesse nazionale. È questo che lega il Green Pass alla riforma della giustizia da non procrastinare o stravolgere, l’appello agli italiani a vaccinarsi e la “fiducia” su un provvedimento divisivo come la riforma Cartabia.

Speranza, ministro della Salute così contestato dalla Lega, alla sua sinistra e la Guardasigilli alla sua destra, così contestata dai Cinque stelle e da pezzi rilevanti della magistratura. L’idea cioè che, a un certo punto si decide, e la mediazione può essere utile, necessaria, nella misura in cui è uno strumento per arrivare all’obiettivo, ma non una prassi che si autoalimenta producendo inazione.

Una chiosa: chi ha fatto politica nella Prima Repubblica ricorderà che la mediazione era la filigrana della Democrazia Cristiana, nel contempo occorre ricordare le grande riforme fatte nel dopoguerra in Italia dai governi di allora.

E così si decide sulla base di ciò che è giusto. Il provvedimento sul Green Pass serve per coniugare Pil e salute, senza vanificare gli sforzi fatti, la riforma della giustizia è un pezzo del contratto da onorare con l’Europa per ottenere i fondi del Next Generation. Mai si era visto un premier che, a domanda sulle parole di un leader della sua maggioranza (Salvini), che ammicca ai no vax, discetta su chi si dovrebbe vaccinare e chi no, risponde in due parole: “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire sostanzialmente. Se non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire”.

Parole dentro le quali c’è un giudizio definitivo rispetto al consenso giocato sulla salute delle persone. Tutto l’impianto dei provvedimenti messi in campo e di quelli che saranno affrontati nelle prossime settimane con la discussione del “lasciapassare” anche sui mezzi di trasporto e sul tema della vaccinazione dei docenti è una decisione presa per mettere in sicurezza quanto più possibile il nostro paese.

Un solo dato: il giorno dopo le parole di Draghi c’è stato un “boom” di prenotazioni nelle Regioni, stimato dal +15% al +200% sul giorno precedente.

Sul versante della giustizia le parole sono un richiamo alla coerenza: “C’è stato un rapido passaggio in Consiglio dei ministri, ho chiesto l’autorizzazione alla fiducia quando sarà il momento in Parlamento perché c’è un testo approvato dal governo”.

“Right or wrong” (giusto o sbagliato), può diventare il leitmotiv del Draghi italiano dopo il “Whatever it takes” (costi quel che costi) del Draghi Presidente della Bce.

(Tiziano Conti)