La storia, questa storia, comincia davanti ad un piatto di tagliatelle fatte a mano, al matterello, per bene. Noi si veniva a casa da scuola, in 3 sulla vespa PX. E poi ci si accomodava sul tavolo aperto. Pronte e fumanti. Tagliatelle al ragù.

Tagliatelle (Foto da Pixabay)

C’è una mia collega che sostiene che son buono solo a scrivere di Tossignano. Secondo me è vero… alla fine son limitato io che non so scrivere che del paese… scriverò per quei pochi lettori (e 2), ma forse sto paesino manca anche a chi legge.

Sto divagando. Torniamo alle tagliatelle tenute dentro il piatto dalla sola tensione superficiale; e lei che ti guardava, finirle… ciò Davide, ne vuoi altre due? Ché se non le mangi, non diventi grande! Guarda me: io son solo una ragazza, ma fossi stato un uomo mi sarebbe toccato fare il soldato… io sono alta come il Re!

Cheppoiforse la mia nunina era socialista in partenza. Soprattutto perché potevi dirle qualunque cosa, ma poi la faceva come voleva lei! Nonna Power!
Come quando piantò le fragole in orizzontale, sopra casa, e il buon Frazchin si lamentò finchè non vennero fuori!
Con la Geplò che se la rideva, quando innaffiava… “saltan poi fuori uguale”

Ed infatti per qualche anno era stata più alta di me.
E mi ha insegnato a scrivere…
A scorrer bene in Italiano, ed a capire pure un po’ di dialetto.

Quando si tornava a casa, dopo un po’ di vacanza, lei era lì, davanti alla porta, ferma ed attenta. Sembrava non si fosse mossa mai, pronta ad aspettarci!

Mi ha insegnato a riconoscere i passi di mio padre quando tornava.
Mi ha insegnato a far le tagliatelle, e anche la piadina.
Ha provato con e sciadur… ma son scarso

Oggi dormo in camera sua. Ho messo in ordine, ho comperato un letto nuovo, un armadio nuovo.
Eppure ogni sera, Geplò, mi ricorda: lei era più grande del Re!

(Davide Sani)