Egr. direttore,
il 29 agosto finalmente “Imola in Musica”, dopo la mancata edizione 2020 a causa della pandemia, riempirà nuovamente le piazze di Imola. Una bellissima notizia.

Vorrei cogliere quest’occasione per ricordare con gratitudine chi nel lontano 1996 inventò quella che sarebbe diventata una delle manifestazioni più importanti della nostra regione: l’allora assessore Valter Galavotti.

Non era un’impresa facile in una città che non aveva altri eventi importanti per animare il centro storico e puntava solo sull’autodromo. Ricordo ancora benissimo lo scetticismo con cui molti accolsero la proposta di Galavotti: sembrava troppo complicato organizzare un evento che proponeva simultaneamente decine di appuntamenti musicali di tutti i generi in tutto il centro storico, piazze, strade, cortili. Inoltre ai concerti si abbinavano visite guidate, mostre, conferenze, ecc….

Sembrava decisamente troppo.

Ciò nonostante la prima edizione fu un grande successo e “Imola in Musica” continuò a crescere anno dopo anno, ampliando sempre più il programma e diventando l’appuntamento più amato dagli imolesi.

Sono arrivati a Imola alcuni degli artisti più importanti della musica italiana: Roberto Vecchioni, Francesco De Gregori, Pino Daniele, Fiorella Mannoia, Luca Carboni, Eugenio Finardi, Edoardo Bennato, Pierangelo Bertoli, Stadio, Nomadi ecc., ma anche gruppi e artisti di grande qualità meno noti al grande pubblico.

Galavotti ha curato con passione e competenza la manifestazione fino al 2013 quando ha terminato la sua esperienza amministrativa con la soddisfazione di lasciare alla città, oltre a “Imola in Musica” e al Baccanale, anche tanti altri eventi da lui inventati (Carnevale dei Fantaveicoli, Naturalmente Imola, Le case della scienza, Capodanno in Rocca con fuochi artificiali ecc.).

Nel 2016, per il ventennale della manifestazione, mi aspettavo che l’amministrazione in un qualche modo ricordasse chi l’aveva ideata e fatta crescere negli anni e invece nulla. Censura totale.

Bastava davvero poco, a Imola una targa, una pergamena, una ceramichetta non si negano a nessuno. Per Galavotti invece nulla, neanche una citazione nelle presentazioni e nei comunicati da parte del sindaco Daniele Manca e dell’allora assessora alla Cultura Elisabetta Marchetti. Strano no?

Forse, me lo auguro, e con me se lo augurano tanti imolesi, oggi la giunta Panieri potrebbe rimediare a questa strana dimenticanza, con un gesto o con un semplice “grazie” che si può esprimere in tanti modi.

(Dante Cenni)

P.S. CaroValter è da molto tempo che volevo scrivere questa lettera ma non l’ho mai fatto sapendo che se te ne avessi parlato mi avresti chiesto di non farlo per non metterti in imbarazzo. Dopo la bella serata che ci hai regalato su Dante al Centro sociale “La Tozzona” lo scorso 21 luglio ho pensato che era il momento per farlo. Mi sono reso conto ancora una volta che i cittadini imolesi non ti hanno dimenticato. Ho semplicemente scritto quello che pensavo come faccio sempre e come tu ben sai.