Imola. Un atto che definire esecrabile è poco, quello di un padre-orco che ha usato violenza sessuale su una figlia fino a metterla incinta. Il tutto èavvenuto in una famiglia di origini pakistane, regolare, che abita in città da diversi anni.

La ragazzina, che come passaporto ha un’età di 12 anni ma un’età ossea di 15, si è sentita male a scuola con sintomi di una gravidanza che è poi stata confermata da visite pediatriche e ginecologiche. Le indagini, portate avanti dagli agenti del commissariato di via Mazzini, non sono state facili perché nella famiglia l’unico a parlare bene l’italiano è il padre che ha cercato di sviare la grave responsabilità ipotizzando che a mettere incinta la figlia fosse stato un cugino 15enne, ospitato per un certo periodo di tempo nella loro abitazione.

Successivamente, grazie all’aiuto di mediatrici culturali, sono state ascoltate la mamma e la ragazzina minorenne e quest’ultima ha ammesso che il padre le aveva usato violenza diverse volte. Il base a tale testimonianza, il padre è stato arrestato lo scorso maggio. Da pochi giorni, è arrivata una conferma della grave responsabilità del padre, che ha dai 25 ai 30 anni, per aver messo incinta la figlia attraverso la compatibilità dell’esame del dna.

La Procura di Bologna, fin dall’inizio, non ha esitato nel considerare l’accaduto molto grave e ha confermato per il padre la custodia cautelare nel carcere della Dozza a Bologna.

La moglie e il nucleo familiare sono state ospitate in una località protetta. Il commissariato ci tiene a precisare di essersi trovato di fronte a una situazione assolutamente non comune, anzi quasi mai verificatasi finora.

(m.m.)