Riceviamo e pubblichiamo questo intervento dell’Associazione Trama di Terre Aps-Onlus.

Di nuovo leggiamo sulle pagine di cronaca di un abuso compiuto da un uomo su una ragazza e di uno agito da un padre nei confronti della figlia. Questa violenza è stata agita proprio sul nostro territorio.

L’ennesima violenza. Davanti a un numero in crescita di donne uccise o violentate la politica rimane in silenzio. Non interviene, non si pronuncia e soprattutto non attiva politiche di contrasto adeguate.

Ci siamo chieste che cosa un centro antiviolenza può dire ancora sul tema della violenza maschile. Abbiamo detto tutto, lo diciamo in ogni occasione. Ci chiediamo se qualcuno ci ascolta.

Ci siamo chieste che cosa aggiungere a tutte le nostre denunce e le preoccupazioni condivise sulla violenza maschile e le sue conseguenze, così sottostimata perché non viene denunciata per la paura di non essere credute. Lo abbiamo ricordato pochi mesi fa che le donne pagano un prezzo altissimo sulla loro pelle per essere donne. Violentate, uccise, maltrattate e sfruttate, già da piccole. Per noi non è più possibile contare il massacro delle donne e continuare a riempire questa lista infinita di violenza e morte contro di noi.

Non parliamo di numeri, ma di donne, ragazze e bambine che hanno sogni, progetti di vita, affetti e speranze stroncate da uomini che non rispettano i nostri diritti.

Abbiamo più volte affermato che lo stupro, la violenza psicologica e fisica sono cesure tragiche e drammatiche nella vita di una donna e di una bambina. Ci siamo chieste se scrivere e dire ancora qualcosa. Facciamo fatica a tacere. La rabbia e il dolore sono più forti. Quindi abbiamo deciso l’unica cosa che era possibile fare: usare queste poche righe per mandare la nostra solidarietà e il nostro sostegno a questa ragazza e a questa bambina. Vogliamo far sentire loro la nostra gratitudine per avere denunciato, nonostante tutto, queste violenze. Il vostro sforzo rappresenta una possibilità in più di libertà per tutte noi.

La battaglia contro la violenza di genere e i femminicidi deve rappresentare una lotta quotidiana che ciascuna di noi cerca di portare avanti. Sappiamo troppo bene che cosa significa avere un corpo utilizzato come un campo di battaglia. Lo impariamo da quando siamo ancora molto piccole.

Speriamo che vi possano arrivare queste parole. Vorremmo esservi vicine, ancora più vicine rispetto a quello che abbiamo fatto sino ad ora, a voi e a tutte le altre. E vogliamo continuare a ricordare a noi tutte, donne native e migranti, che la responsabilità della violenza maschile, abusi e stupri è sempre e solo dell’uomo che l’agisce.