Pubblichiamo questo intervento, sotto forma di lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Caro Presidente,
Le scrivo in qualità di coetaneo (24 luglio) e come democratico impegnato in politica da oltre sessanta anni, soprattutto nell’ambito della mia Città, Imola, dove la forte azione amministrativa non pregiudica un’ intensa e costruttiva dialettica su temi concreti.

Signor Presidente,
Le esprimo la preoccupazione mia e di tanti amici a causa del clima socio-politico italiano che non produce la serenità e l’ unità, necessarie per affrontare le difficoltà legate alla pandemia e alle crisi in atto.

Gli ambiziosi progetti riformisti avviati dal Governo rafforzano la credibilità dell’Italia nei confronti delle Istituzioni europee e degli Stati aderenti e danno impulso alla ripresa economica.

Ma l’Italia si deve dare una ulteriore mano con il rigore politico, istituzionale e amministrativo.

Sig. Presidente,
la lucida e autentica unità d’intenti non è solo aspetto per gli addetti ai lavori, ma auspicio di quanti vedono nell’Italia il futuro loro, dei figli e dei nipoti.

I nostri militari, impegnati nelle rischiose missioni di pace e di aiuto internazionale hanno il diritto di sapere che l’Italia è al loro fianco in unità di spirito e di azione.

Le centinaia di atleti azzurri che vivono le Olimpiadi come traguardo a conclusione di tanti sacrifici, tanta tensione, tanta gioia e qualche delusione, sono Ambasciatori dell’Italia intera, della quale vogliono andare fieri anche nel lontano Giappone.

Signor Presidente,
il rigore auspicato, premessa della coesione sociale, bene di alto profilo democratico e umano, chiama le Personalità, quelle capaci di costruire con il pensiero e l’apporto concreto un clima sereno e proficuo (non per questo piatto, rinunciatario e omologante), ad adoperarsi in modo solidale e privo di schemi ideologici per portare il Paese alle naturali, impegnative scadenze senza risse, clamori assordanti, atteggiamenti offensivi, atti indegni dell’Italia democratica.
Obiettivo che può essere raggiunto partendo dallo stato attuale che a tanti già pare concreta premessa.

Sig. Presidente,
la sua permanenza al Quirinale per l’ intero mandato, oppure in subordine fino alla conclusione della legislatura in atto, consentirebbe all’Italia di rafforzare ancor più la sua credibilità internazionale e al Presidente Draghi di portare avanti il pacchetto Riforme, al riparo da quelle scontate pericolose fibrillazioni proprie dell’elezione del Capo della Stato.

Non è proposta di comodo, ma naturale riconoscimento del settennato Mattarella contraddistinto dal rigoroso rispetto della Costituzione, i cui valori sono stati il segno del suo stare in mezzo alla gente e alle sue Istituzioni.

Nel 2023, dopo le elezioni generali, saranno le nuove Camere a ranghi ridotti, insieme ai rappresentanti regionali, a loro volta ridimensionati ad eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.

E’ una delicata successione di adempimenti di varia natura che va affrontata con misurata certezza, senza frettolosità o ambizioni acrobatiche.

Signor Presidente,
nella quotidianità, incontro semplici cittadini, artigiani e tanti imprenditori agricoli di vari orientamenti culturali e politici; tutti auspicano che le scadenze che sono all’orizzonte avvengano in un clima che faccia bene al lavoro, ai lavoratori e alle imprese.

Signor Presidente,
auguro all’Italia e a tutti noi di averla ancora Presidente della Repubblica ben oltre il “semestre bianco”.
Buon compleanno, Presidente e tanti auguri di buon lavoro.

(Vittorio Feliciani)