Ogni volta che ti ho visto sullo schermo televisivo, eri in lacrime. Comunque bellissima! A volte erano lacrime di gioia, di risultato raggiunto, di soddisfazione dopo i tanti sacrifici e fatica. A volte, davvero poche, di rabbia per un errore di valutazione, per un risultato al disotto delle aspettative, di insoddisfazione.

Federica Pellegrini (Foto da Wikipedia)

Già, la tua perenne malattia: pretendere sempre il massimo! Ma via, se tutto il resto del mondo, me compreso, si accontenterebbe di raggiungere il minimo …

Per tanti anni, una quantità che per la maggioranza degli esseri della terra risulta essere impensabile, hai lottato e vinto contro le spietate lancette degli orologi, contro i sottili meccanismi elettronici dei cronometri; lancette o schermi che misuravano tempi europei, mondiali, universali.

Non potremo mai dimenticare le tue famose quarte vasche, quelle in cui tutte le altre non trovavano ulteriori energie da spendere e tu, al contrario, sfoggiavi una riserva nascosta (ma dove la tenevi?) che ti faceva volare sull’acqua e guadagnare centimetro dopo centimetro. Era un fenomeno tanto scontato che non si era in attesa di una tua vittoria, ma di quanta acqua saresti riuscita a mettere tra te e la seconda. E poi, quelle tue braccia in cerca di acqua da sconfiggere, quei tuoi piedi che sbattevano l’acqua senza pietà, quella tua bocca aperta appena fuori il pelo dell’acqua in cerca di altro ossigeno da spendere.

Poi, l’ultima lotta, quella più dura che davvero nessuno riesce a vincere: Oh, in tanti ci hanno provato e ancora ci provano. La lotta contro te stessa, la vittoria più ambita e preziosa, quella dove il cronometro significa nulla, quella dove non ci sono vinti e perdenti, quella contro la vita che, implacabile, continua a scorrere senza alcuna pietà.

Tu sei riuscita a vincere anche quest’ultima gara, la più spietata, la più crudele. Quasi facile per una come te vincere anche quella. E che vittoria! Ancora una volta ci hai regalato le tue lacrime, forse le più vere, quelle di maggior gioia, la vera soddisfazione per la vittoria. Hai sconfitto il tempo che passa: pochissimi quelli che sono riusciti a tanto. Ci hai donato tanto, ma tanto davvero.

Grazie, Federica.

(Mauro Magnani)