Titoleremo anche noi con queste due parole il pezzo che ci sentiamo in dovere di scrivere per dare il nostro ultimo saluto ad un italiano davvero grande, ad un uomo che ha saputo mettere la vita degli altri prima della propria, ad un uomo che ha fatto della consapevolezza della propria missione la sola ed unica ragione della propria vita.

Gino Strada (Foto Emergency)

Da oggi tutti noi siamo un po’ più poveri e i poveri e diseredati lo saranno ancora di più.

La sua grande idea? Tutti uguali davanti al bisogno di cure. Poche misere parole che la dicono molto lunga riguardo la profonda disparità esistente sulla faccia della nostra terra. E se nessuno se la sente di andare là, se là tutte le convenzioni e gli accordi di questo bislacco mondo ritengono inopportuno o pericoloso andare, bene, Gino Strada e i fortunatamente non pochi che la pensano come lui ci vanno e affiggono bene in vista all’ingresso delle loro strutture poche ma significative parole: “No weapons inside” (qui dentro nessuna arma, o coltello, o bastone; nulla che possa arrecare danno). Un invito a lasciare fuori la violenza, almeno da queste piccole mura.

È così, oggi che non sei più tra di noi, ti diciamo grazie. Grazie per averci fornito un facile alibi, grazie per aver occupato il posto che tutti noi avremmo dovuto pretendere, grazie per averci fatto sentire tranquilli: “… Intanto c’è Gino …”. E adesso che non ci sei più? Per nostra fortuna tante e ancora tante persone stanno seguendo il tuo esempio, altri medici, infermieri e volontari raggiungeranno i porti più indifesi del mondo per cercare di mettere una pezza alla grande stupidità dell’uomo.

Alcuni di noi, me compreso, partecipano a questa drammatica vicenda con un piccolo obolo: un’occhiata al conto corrente, il piccolo addebito c’è, bene. Cambiamo sito e andiamo a leggere qualche altra notizia interessante. E là si continua a morire di malattie che qua da noi sarebbero considerate uno spiacevole contrattempo, o orde di disperati che sparano su tutto quello che si muove ancora convinti che con la violenza qualcosa si possa cambiare. Già, di “weapons” là fuori c’è n’è di ogni tipo, per qualsivoglia esigenza, per ogni tipo di odio.

Siamo solo capaci di dirti grazie Gino, ma stai pur certo che non abbiamo capito nulla, che la tua grande generosità non ci ha insegnato nulla, che tutto andrà ancora avanti come sempre.
Grazie. Grazie Gino.

(Mauro Magnani)