Bologna. Del Parmigiano reggiano, del pomodoro e del gelato, ma anche del pane, della bonifica, della marineria e tanto altro ancora. I Musei del Gusto e del mondo Rurale dell’Emilia-Romagna sono un patrimonio culturale molto vasto e in continua espansione. La nuova pubblicazione, in italiano e in inglese, dedicata proprio al viaggio nel gusto e nella tradizione emiliano-romagnola, contiene ad oggi infatti 47 musei del Mondo rurale – 25 dei quali inseriti negli ultimi due anni – e 26 musei del Gusto – tre dei quali di nuova apertura- dislocati su tutto il territorio regionale e aperti al pubblico.

Il Museo dell’Aceto balsamico

I 47 Musei del Mondo rurale

Rappresentano circa il 13% dell’intera realtà museale dell’Emilia-Romagna. Questi musei sono un vasto patrimonio etnografico di folklore e tradizione contadina. Luoghi ricchi di oggetti e testimonianze dove si manifesta il racconto di una lunga storia di lavoro e antichi mestieri, di migrazioni, bonifiche, trasformazioni di pratiche colturali, di caratteristiche e mutazioni della famiglia contadina. Una rinnovata attenzione si sviluppa anche verso gli aspetti della cultura immateriali quali canti, balli e spettacoli popolari come il teatro dei burattini.

I 26 Musei del Gusto

Di più recente sviluppo i musei del Gusto sono luoghi strettamente connessi al mondo produttivo, in cui scoprire la dimensione culturale del cibo, osservare i metodi tradizionali di produzione dei prodotti tipici, con la possibilità anche di degustarli e acquistarli. Piccoli e grandi tesori alimentari famosi in tutto il mondo che, attraverso i racconti, guidano alla scoperta di una terra che da sempre coltiva il buono per produrre eccellenze enogastronomiche.