Per chi ama il cicloturismo, ecco il miglior tragitto da fare in Italia: la ciclovia Alpe Adria. In realtà il percorso completo parte dall’Austria, da Salisburgo, e tra monti, laghi, colline, pianura, arriva fino al mare Adriatico. Ma se si vuole rimanere nei confini patri, si parte da Tarvisio a circa 800 m di altitudine e, in un percorso tutto in Friuli Venezia Giulia si giunge alla laguna di Grado. È probabilmente il giro in bici più lungo e più vario che si possa fare all’interno dello stivale. Circa 180 km di percorsi in sicurezza con luoghi meravigliosi di cui godere. Per essere precisi si incontrano solo pochissimi attraversamenti di strade a grande traffico e si riscontra la mancanza di tracce dedicate alle biciclette dentro i centri urbani, ma per lo più c’è il marciapiede e si può scendere dalla bici per stare più tranquilli.

Si parte dal paese di Tarvisio (per chi arriva in treno la stazione è Tarvisio Boscoverde, con la pista ciclabile che comincia oltrepassandola) e dopo un primo tratto in leggera salita si scende dolcemente nel paesaggio montano, tra boschi, strapiombi e vedute.

La pista è stata costruita sul tracciato dell’antica ferrovia di Pontebba che è il primo grande paese in cui si giunge e dove se si è stanchi, o sorpresi dall’acquazzone, si può riprendere il treno fino a Carnia o a Venzone, prima tappa del viaggio dopo circa 60 km. Venzone è un borgo di origine medievale cinto da mura, raso al suolo al 90 per cento dal terremoto del maggio 1976 e ricostruito in maniera da mantenere l’impianto originale. Tra un acquisto di lavanda e un assaggio di affettati e formaggi tra cui il “frant” non può mancare l’ombrina (il calice di vino) all’osteria. La seconda tappa termina a Udine. Il paesaggio diventa collinare e lasciato il tracciato ferroviario si sale e scende su strade secondarie senza traffico  La vista mozzafiato spazia tra un anfiteatro naturale di montagne e la fertile pianura. Sorprendente.

Tra i paesi che si lambiscono c’è Gemona del Friuli, collinare, di impianto antico ed epicentro del famigerato sisma. La ciclovia è ben segnalata tranne in alcuni bivi cruciali dove la traccia magari c’è ma non si vede (allora si tenta di ritrovare la freccia che indica la ciclovia e male che vada non mancano altri ciclisti da seguire o residenti da interrogare). Udine è una allegra città universitaria con osterie e ristoranti gremiti e vestigia veneziane. Una bella idea per tenere vitale il centro è averci portato un “centro commerciale” diffuso, con i negozi tipici di tali non luoghi, come si vede spesso in altre città europee. Baccalà mantecato, “boreto” con polenta, “frico”, sono alcune specialità da gustare con l’immancabile calice di vino, da cui rischia di sentirsi attratto anche l’astemio. Poi ci sono i monumenti tra cui il castello con vista panoramica.

La terza tappa, sempre di circa 60 km, porta al mare. Si percorrono strade bianche di campagna, si incontrano borghi deliziosi come Persereano  sede di una distilleria di una famosa grappa e Strassoldo e tra l’uno e l’altro si entra a Palmanova paese fortezza a forma perfettamente stellare e piazza d’armi centrale  originaria del XVI veneziano patrimonio Unesco , poi da Cervignano quasi sempre  la ciclabile, piccola pecca, corre di fianco alla sede stradale.

Aquileia è una sorpresa per l’antica basilica con pavimento in mosaici paleocristiani, che in alcuni punti sovrastano nella stratificazione la pavimentazione di una domus romana. Ed ecco, con un ultimo sforzo di 5 km tutti da pedalare a fianco della laguna, la meta finale. Grado in piena estate è comunque grande e piacevole per accogliere tutti, grandi e piccini, italiani e stranieri, con spiagge, passeggiate lungomare, il centro antico, palazzi moderni e un  porto per imbarcazioni da diporto. Un tuffo nel mare Adriatico e una frittura di pesce per Finire in bellezza.

Anche in pieno agosto, senza prenotazione, si trovano b&b o alberghi confortevoli ed economici lungo tutto il percorso tranne Grado, a meno di un colpo di fortuna. Si può però ripiegare su Cervignano del Friuli, da cui parte il treno per il rientro. Raggiungendo Grado in bici attraverso Aquileia (16 km) si può rientrare in serata in corriera a Cervignano (fino alle 23,40) per il meritato riposo.

(Caterina Grazioli)