Imola. Al teatro dell’Osservanza, per l’Emilia Romagna Festival, una serata, martedì 24 agosto alle 21, dedicata ai due grandi autori russi dell’Ottocento: Sergej Rachmaninov e Pëtr Il’ič Čajkovskij. A rendere loro omaggio, il Trio di Parma, una delle più importanti formazioni cameristiche a livello mondiale attiva da oltre trent’anni.

In programma due trii composti a una decina di anni di distanza tra loro dai due compositori russi incontratisi quando Čajkovskij, che era già un compositore affermato, ascoltò alcuni brani del neo-diplomando Rachmaninov presso il Conservatorio di Mosca e ne fu positivamente colpito, tanto che si offerse di agevolare la rappresentazione delle sue opere presso teatri ed accademie.
Sul palco grazie al Trio di Parma i capolavori del repertorio per trio di autori russi che hanno caratterizzato la storia musicale con il loro stile e la loro poetica. Čajkovskij compose il Trio in la min. op. 50 nel primo anniversario della morte dell’amico Nikolai Rubinštejn avvenuta il 23 marzo 1881 e l’episodio segnò profondamente la sua sensibilità tanto da definire il primo movimento dell’opera come “Poema elegiaco”. Lo stesso aggettivo si ritrova nel titolo dell’opera di Rachmaninov che a soli vent’anni, nel gennaio 1893 scrisse il suo Trio élégiaque in sol min. op. 1 una composizione suddivisa in tre tempi in cui risplende la personalità dei tre strumenti in un gioco di misurato equilibrio, dove quel che conta non è tanto il virtuosismo, ma l’espressività dell’insieme.

Il Trio di Parma

Il trio con pianoforte, così come il quartetto d’archi, è una delle formazioni più classiche della musica da camera tra il Settecento e la prima metà del Novecento che ha trovato la dedizione dei più grandi compositori di questi due secoli di storia musica: Haydn, Mozart e Beethoven tra i classici per eccellenza, continuando poi con i romantici Schubert, Schumann, Brahms e finanche Chopin, fino ad arrivare a Fauré, Debussy, Ravel e Šostakovič.  Tutti hanno dedicato la loro arte a questa agile e profonda formazione.

Il Trio di Parma, uno degli ensemble cameristici più prestigiosi in Italia con riconoscimenti importanti anche all’estero, è composto dal violinista Ivan Rabaglia, che suona su un prezioso violino realizzato da Giovanni Battista Guadagnini a Piacenza nel 1744, dal violoncellista Enrico Bronzi, con uno strumento di Vincenzo Panormo costruito a Londra nel 1775 ed il pianista Alberto Miodini. Il Trio si è costituito nel 1990 nella classe di musica da camera di Pierpaolo Maurizzi al Conservatorio “A. Boito” di Parma ed in pochi anni si è imposto sulla scena internazionale con una notevole attività discografica e concerti con i più grandi artisti del mondo. Il trio è impegnato anche a livello didattico nei Conservatori di Novara, Gallarate, al Mozarteum di Salisburgo, alla Chamber Music Academy di Duino e alla Scuola di Musica di Fiesole.

INGRESSO: Intero Platea € 20 – Galleria € 16, Ridotto over 65 e fino a 25 anni Platea € 17 – Galleria € 14, Gratuità fino a 10 anni.

L’Emilia Romagna Festival comunica anche la sostituzione del concerto dell’11 settembre al teatro Ebe Stignani con l’ensemble spagnolo degli Hirundo Maris che a causa di un problema di salute della cantante Arianna Savall, non potranno esibirsi. Il concerto sarà sostituito con il recital del grande interprete di Bach, il pianista iraniano Ramin Bahrami, che per l’occasione porterà a Imola le Variazioni Goldberg.