Castel San Pietro (Bo). Una lunghissima, avventurosa, storia a lieto fine che è riuscita a concludersi positivamente anche ai tempi del Coronavirus. Il 23 agosto il soldato statunitense Martin Adler, arzillo e di buonumore nonostante i 97 anni e una vita ormai in carrozzella, è atterrato all’aeroporto Marconi con la moglie, la figlia e il genero.

Ha portato con sè della cioccolata (come facevano durante la Seconda Guerra Mondiale i soldati Usa, ndr) e una rosa indossando la maglietta “Martin’s bambini, forever kids” per il suo incontro dal vivo, dopo 77 anni, con i tre bambini italiani trovati una cesta a  Monterenzio, e  fotografati con lui da un suo collega nel 1944 e poi ritrovati sui social, lo scorso Natale, grazie a una foto che Adler si era fatto scattare nel 1944 e che era stata inserita su Facebook con l’aiuto dei familiari e del giornalista Matteo Incerti, che sulla storia del soldato americano ha pubblicato un libro. Si tratta degli attuali cittadini di Castel San Pietro Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi che, con viva emozione e gratitudine,  lo hanno abbracciato con le lacrime agli occhi.

I tre fratelli Naldi di Castel San Pietro in collegamento con Martin Adler durante la presentazione del libro lo scorso inverno

Lo statunitense, ancora assai estroverso nonostante l’età, ha preso sulle ginocchia Giuliana, 80enne e ha detto sorridendo: “Ho aspettato tutta la vita questo momento”. Le due donne castellane lo hanno baciato sulle guance.

Martin Adler ha rammentato gli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale vicino alla Linea Gotica, anzi ha svelato che aveva il dito sul grilletto del suo fucile entrando nell’ora famosa casa temendo ci fossero gli occupanti tedeschi filo-nazisti quando, per fortuna, la madre dei tre allora bambini e oggi tutti e tre sugli ottanta anni gli gridò che c’erano i suoi figli, nascosti da lei in una cesta. Anche Mafalda e Giuliana hanno asserito di ricordare ancora quel periodo quando furono aiutati per un periodo piuttosto lungo dai soldati statunitensi.

Nel corso di questa prima settimana, oltre alla visita alla casa di Monterenzio dove vennero trovati i bambini, al museo archeologico etrusco-celtico e altri incontri istituzionali, sabato 28 agosto alle 10,30 ci sarà un momento celebrativo “castellano” presso il Memoriale del Saliente della Linea Gotica dei ruderi della ex chiesa di San Martino di Montecalderaro di Castel San Pietro Terme.

Il Soldato Martin Adler in visita presso i luoghi che lo hanno visto combattente e testimone nell’autunno del 1944 sarà onorato anche dal Comune e dall’Anpi di Castel San Pietro Terme, “a riconoscenza del suo valore e del valore di tutti combattenti per la Liberazione dell’Italia e dei nostri territori dall’oppressione nazifascista”. Dopo gli inni italiano e statunitense, ci sarà il saluto dei sindaci dei comuni di Castel San Pietro Terme Fausto Tinti e di Monterenzio Ivan Mantovani e del presidente della sezione dell’Anpi di Castel San Pietro Terme Davide Cerè, seguito da un ricordo-testimonianza del soldato Martin.

Precedentemente, mercoledì 25 agosto a Monterenzio, al Villaggio della Salute alle 18, si terrà la presentazione del libro “I Bambini del Soldato Martin” e la consegna della cittadinanza onoraria di Monterenzio nel giardino del Villaggio della Salute Più a Monterenzio.

(m.m.)