Castel San Pietro (Bo). “Martin Adler e gli altri soldati americani, inglesi, indiani e di altre nazionalità, insomma gli Alleati della Seconda Guerra Mondiale, arrivarono nella parte di Linea Gotica fra la parte a nord del Comune di Castel San Pietro e di Monterenzio nell’ottobre del 1944. Quando fu scattata la ormai famosa foto con i tre fratelli, allora bambini, Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi, si combatteva sul terreno duramente”. A parlare è il presidente dell’Anpi della città del Sillaro, oltre un centinaio di iscritti fra i quali sono rimasti solamente tre partigiani, Davide Cerè che racconta la storia di quel periodo.

Cerè, ci spieghi un po’ la situazione nell’ottobre del ’44 nella zona fra Castel San Pietro e Monterenzio…

“Dal 1° al 5 ottobre, contro gli occupanti tedeschi, combattevano i partigiani che poi con l’arrivo degli Alleati, si trasferirono più a valle mentre gli americani e altri si stabilirono sul Monte Grande, nella zona dell’ora Villaggio della Salute a Monterenzio dove per le basi logistiche usavano la via Calvanella che loro ribattezzarono ‘Boston by way’ e a Montecalderaro che fino alla primavera del 1945 fu territorio ‘Saliente’, ovvero conteso dove ogni giorno avvenivano combattimenti e si disputavano zone. Insomma, una guerra di trincea e di posizione”.

Mentre il capoluogo e la pianura di Castello?

“Erano in mano ai tedeschi, così come Osteria Grande e le altre frazioni di pianura. Quindi, dove il soldato Adler trovò i tre fratelli Naldi c’era parecchia ancora parecchia concitazione. La madre dei tre bambini fu assai pronta e vigile a notare il soldato Usa con il fucile in mano, lo fermò, vestì i propri figli piccoli e poi avvenne lo scatto. Ecco anche il perché dell’eccezionalità della foto iconica che in questi mesi ha fatto il giro del mondo ed è diventata giustamente famosa”.

Sabato 28 agosto dunque premierete Martin Adler. Ci dà qualche anticipazione sulla cerimonia?

“Come Anpi e Amministrazione Comunale da molti anni abbiamo fatto realizzare dall’artista Decio Zoffoli una struttura in ferro che è stata intitolata ‘Il prato della memoria’ dove abbiamo portato parecchi veterani della Seconda Guerra Mondiale. Fra i tanti, cito la stretta di mano nel 2015 fra un americano, un inglese e un tedesco, il pilota statunitense Loren Hitx e per ben tre volte Sam Sudstil che speriamo di portare ancora quest’anno. A Martin Adler l’Amministrazione comunale di Castello, con in testa il sindaco Fausto Tinti, donerà in ricordo una formella in creta di Giovanni Bonfiglioli rappresentante l’effigie del Cassero e noi dell’Anpi un fazzoletto tricolore dei partigiani che li aiutarono molto a riportare la libertà nei nostri territori. Sarà presente pure il sindaco di Monterenzio Ivan Mantovani. Precedentemente, a conclusione pure storica di tale unica occasione, mercoledì 25 agosto a Monterenzio, al Villaggio della Salute alle 18, si terrà la presentazione del libro ‘I Bambini del Soldato Martin’ del giornalista Matteo Incerti e la consegna della cittadinanza onoraria di Monterenzio nel giardino del Villaggio della Salute Più a Monterenzio”.

(Massimo Mongardi)