Imola. Dopo avere annunciato nei giorni scorsi di “non voler restare indifferente alla tragedia umanitaria che si sta consumando in Afghanistan”, ora la Conferenza dei Sindaci del Nuovo Circondario Imolese ha avviato le prime procedure formali per l’attivazione concreta di progetti di accoglienza. Naturalmente, il numero delle persone dovrà essere concordato con il Governo e con la Regione

Ieri, infatti, facendo seguito alla nota dell’Anci del 20/08/2021, contenente le prime indicazioni di carattere operativo a supporto dei Comuni interessati a contribuire fattivamente all’accoglienza dei cittadini afghani, il presidente del Nuovo Circondario Imolese, Marco Panieri, ha inviato una lettera al ministero degli Interni (oltre che all’Anci), comunicando “la volontà del Nuovo Circondario Imolese, ente titolare del progetto SAI Ordinari (PROG-225-PR-1) di mettere a disposizione i posti già previsti dal progetto stesso, che prevede anche l’accoglienza per nuclei familiari (monogenitoriali madre-figlio)”.

Taanti afgani contrari al regime dei talebani stanno chiedendo accoglienza in tutto il mondo
(ilprimatonazionale.it)

Ricordiamo che il Nuovo Circondario Imolese gestisce dal 2017 un Progetto di accoglienza ‘SAI Ordinari’ interamente finanziato dal Ministero dell’Interno, per ospitare richiedenti e titolari di protezione internazionale.

“Come Sindaci, stiamo raccogliendo diverse segnalazioni spontanee di dichiarazione all’accoglienza anche da parte di cittadini residenti nei Comuni del Circondario. Si tratta di risorse preziose, che verranno a breve messe a sistema, rispetto alle quali, oltre a sottolineare la tradizione solidaristica del territorio, viene confermato l’impegno collettivo a realizzare le condizioni per consentire la piena inclusione, in ogni ambito della società, dei rifugiati, dei richiedenti asilo e delle loro famiglie – fanno sapere il presidente Marco Panieri e la sindaca di Casalfiumanese Beatrice Poli, che ha la delega alle Pari opportunità (che comprende Immigrazione), che aggiungono -. Anche il Comitato Pace e Diritti e le Associazioni Perledonne e Trama di terre si sono messe a disposizione, nella rete di sostegno e accoglienza che si sta strutturando”.

 

I cittadini e le realtà che intendono esprimere la propria disponibilità all’accoglienza dei cittadini afghani possono contattare il Servizio Programmazione Socio Sanitaria del Nuovo Circondario Imolese, scrivendo a usep@nuovocircondarioimolese.it