Imola. Un percorso fra le canzoni più conosciute e ispirate della musica italiana portato avanti in un’ora e mezza costellata di approvazione e applausi a scena aperta da parte di un pubblico eterogeneo, dagli anziani, all’età di mezzo fino ai più giovani.

La “star” alla chitarra e alla voce, sempre forte chiara e rassicurante, è il vescovo Giovanni Mosciatti che suona, canta, incita tutti a partecipare ovviamente con le misure di sicurezza contro il Coronavirus rigidamente rispettate, con la sua band che lo supporta egregiamente. Poche parole per spiegare il motivo della scelta delle canzoni, hit italiane conosciute dai tanti che riempivano il cortile di palazzo Monsignani, i più attempati a sedere e i più giovani che arrivano e vengono attratti a restare anche in piedi dalla forza comunicativa del monsignore.

Il vescovo Giovanni Mosciatti durante il concerto della serata del 5 settembre all’interno di Imola in musica

Mosciatti parte piantando nel cuore dei presenti “Il vecchio e il bambino” di Francesco Guccini, “Centro di gravità permanente” di Franco Battiatto, “Vivere” di Vasco Rossi, “Io Vagabondo” dei Nomadi nella quale chiede un forte coinvolgimento nel ritornello che il pubblico restiuisce molto volentieri e “ad alta voce” come suggerisce con decisione il vescovo. Poi via via tante altre, “perle” come “L’Isola che non c’è” di Edoardo Bennato e “Strada facendo” di Claudio Baglioni senza mai perdere il filo delle poche parole con le quali congiunge ogni canzone alle condizioni e alle situazioni nelle quali si possono trovare le persone in momenti-chiave della loro vita (appunto, quello che definisce il “percorso”). Gran finale tutti in piedi con un momento dedicato al blues muovendo mani e gambe. Insomma, uno “show” che è riuscito a raggiungere il cuore di tutti al di là della fede religiosa o meno.

Ormai in città tutti sapevano delle doti musicali di monsignor Mosciatti, ma il concerto che ha messo in piedi domenica 5 settembre nell’ultima serata di palazzo Monsignani ha avuto la forza di emozionare tutti coloro che vi hanno assistito. Il sindaco Marco Panieri, che era in prima fila, ne ha preso certamente nota per cercare di coinvolgere il vescovo, il prossimo anno, magari in uno spazio più grande. Perché con la forza della musica si può raggiungere tutti.

(Massimo Mongardi)