Spett. redazione,
mi chiamo Matteo Venturi, ho 50 anni, residente ad Imola, impiegato a Bologna, coniugato, due figli.

Mi sono ammalato di Covid 19 a gennaio 2021. In conseguenza di ciò ho contratto una polmonite bilaterale interstiziale e sono stato ospedalizzato per 5 giorni presso il reparto Covid Blu del “Santa Maria della Scaletta” di Imola.

In data 23 giugno 2021 mi sono sottoposto alla vaccinazione con il siero Moderna, vincendo, per inciso, alcune perplessità e remore sulla sicurezza, utilità ed efficacia del siero sperimentale a base mRna. In conseguenza di ciò sono stato affetto, nei due giorni successivi al vaccino, da una serie di episodi febbrili di notevole intensità, uniti ad un forte dolore alla spalla dove era stata praticata l’iniezione.

Ho fatto la scelta del vaccino principalmente per senso civico e per proteggere, prima ancora che me stesso, le persone che mi stanno intorno. Per esperienza diretta conosco e comprendo infatti le insidie del Covid 19 ma sono altrettanto persuaso (numeri alla mano) della non irrilevanza degli “effetti avversi” conseguenti al siero a base mRna. Una scelta ragionata e “consapevole” dunque.

Per un errore di compilazione da parte dell’Usl o del medico di base ho ricevuto in data 1 luglio 2021 un certificato vaccinale errato che indicava la dose ricevuta come la prima di due.

Il green pass inviato con questa prescrizione è scaduto allo scoccare della data in cui avrei dovuto fare la seconda dose di vaccino (fine luglio) ma avendo contratto il Covid alcuni mesi prima tale prescrizione è errata.

Da quando il “green pass” è divenuto “operativo” mi sono interdetti i mezzi pubblici , i ristoranti e la mensa aziendale. Il disagio, reiterato nel tempo, comincia ad essere di non poco conto.

Ho cominciato a segnalare il problema sia al servizio di Igiene pubblica della mia città, che al numero 1500 del ministero della Salute ormai da diverse settimane.

Ancora ad oggi non ho un Certificato Covid-19 (green pass) valido. Ritengo questo ritardo ingiustificabile e gravemente lesivo della mia libertà di cittadino.

Lancio un appello affinché si provveda senza ulteriori indugi. Ed invito ad una riflessione. Nel mio caso si parla “semplicemente” ( le virgolette sono d’obbligo, i diritti fondamentali sono una cosa seria su cui si basa l’intera impalcatura delle libertà costituzionali ) di una limitazione della libertà. Ma immaginiamo se fossi un dipendente della sanità pubblica, uno studente universitario od un insegnante.

In quel caso, stanti le disposizioni vigenti, sarei messo nelle condizioni di non poter esercitare la mia attività primaria o professione. Magari subendo pure provvedimenti disciplinari. Esiste infine un’ultima categoria di “esodati del green pass” dove la beffa purtroppo assume i contorni della tragica farsa. Secondo rare fonti giornalistiche alcuni cittadini, avendo avuto fenomeni avversi “importanti” dopo aver fatto la prima dose di vaccino, ovviamente e comprensibilmente non si sono sentiti nelle condizioni di completare l’iter vaccinale sottoponendosi ad una seconda dose.

Anche loro sono dei “paria“. Sarebbe giusto che “la politica” si sentisse “provocata” a provvedere e lo facesse in fretta in fretta!

(Matteo Venturi)