Venezia. Unire l’attività fisica con lo spettacolo e la cultura: ecco un modo alternativo di visitare e godere della Mostra d’arte cinematografica di Venezia, edizione 78, al Lido dal 1° al 11 settembre 2021. La partenza, con le biciclette è da Chioggia, una piccola Venezia, posta all’estremità sud della laguna veneta.

Il traghetto è il n. 11, che si prende in fondo alla lunga piazza principale, che fa la spola tra la terraferma e Pellestrina, un’isola lagunare famosa per i “murazzi”, la diga in pietra costruita dall’uomo per fermare le inondazioni e le erosioni del mare aperto.

L’accortezza è di arrivare in tempo al traghetto con le biciclette, che vengono caricate in numero limitato. Altrimenti, poiché il percorso e piatto e lineare, vanno benissimo anche le bici pieghevoli, che si possono portare con sé come una valigia. Se si vuole tornare in giornata dal Lido e fare il percorso inverso conviene fare il biglietto giornaliero (20 euro con bici pieghevoli, altrimenti 24 euro).

Dopo circa 20 minuti, a Pellestrina si scende e si pedala lungo la ciclovia E5: è quella delle isole di Venezia, un po’ su pista ciclabile, un po’ su tratti di marciapiede a ridosso della laguna, un po’ su strade poco trafficate. Sull’isola, una lunga e stretta lingua di terra, il percorso si snoda, seguendo le indicazioni, anche attraverso i piccoli centri urbani, antichi, che la occupano: Pellestrina, Portosecco. San Pietro in Volta e Santa Maria del Mare. Oppure si possono costeggiare i murazzi, pedalando sulla strada comunale che corre loro parallela. Oltre c’è il mare aperto, dune e vegetazione e le capanne artigianali costruite sulla spiaggia per ripararsi dal sole. In settembre c’è tanto sole e pure la possibilità di fare un bagno e godersi il lungomare.

Dopo poco più di 14 km, da fare con calma e guardandosi intorno, tra chiese settecentesche e case con colori vivaci, campielli e calli che si affacciano sulla laguna, ecco un altro traghetto per la traversata verso il Lido, altra isola posta a protezione della laguna di Venezia e da cui la vista spazia proprio su quella affascinante città.

Come funziona? Semplice, il battello è un ferry boat che trasporta, autobus, macchine e bici, e parte ogni trenta minuti circa. La traversata è rapida. Si arriva al Lido Alberoni e si prosegue su una ciclabile che costeggia la laguna, che lascia il posto alla strada comunale e ancora si può optare per un marciapiede a sbalzo sulla laguna. C’è l’antico borgo di Malamocco e poi si continua per pochi km lungo il viale Santa Maria Elisabetta, fino alla scoperta della parte mondana del Lido di Venezia e delle sue eleganti ville liberty. Dopo poco più di 10 km dalla partenza ci si tuffa a questo punto in pieno nell’area dedicata alla mostra del cinema. Dopo avere attraversato i controlli sulla persona e sui bagagli, con le proprie bici si entra in pieno in un’atmosfera eccentrica, surreale e mondana. Abiti da sera lunghi e smoking nel primo pomeriggio assolato, ma anche tenute da ciclisti o outfit casual dei tanti giovani e meno giovani che qui arrivano da tutto il mondo. Un’aria di democratica disciplina, dove c’è libertà, ma anche regole codificate tra controlli, aree dedicate ad addetti ai lavori, sale cinematografiche. Un mix con il denominatore comune del cinema, che mette d’accordo tutti. Capita di salutare un attore americano (Tim Blake Nelson, visto in alcuni film dei fratelli Coen) che passa davanti all’hotel Excelsior, “Hello!”, oppure di chiedersi “Ma chi sarà quella ragazza in abito da sera in tulle rosa confetto? E’ famosa?”, o ancora di incantarsi per le mise eccentriche, con o senza cadute di stile.

La prima parte del viaggio (a cui seguirà il ritorno in senso inverso, con tramonto spettacolare sulla laguna!) si conclude con l’ingresso in sala: greenpass e biglietto, fortuitamente acquistato on line qualche giorno prima, una delle poche proiezioni ancora disponibili, causa quasi dimezzamento dei posti in sala per il rispetto del distanziamento previsto dalle regole anti-covid.

Il film? È uno di quelli in concorso nella sezione principale Venezia 78: “Captain Volkonogov escaped”, sul periodo delle purghe staliniane e la ricerca di redenzione da parte di un giovane militare pentito, girato in chiave “pop” dai registi russi Aleksey Chupov e Natasha Merkulova, presenti in sala con tutto il cast e riempiti di alcuni minuti di applausi a fine proiezione.

(Caterina Grazioli)