Abbiamo chiesto a Roberta Castronuovo, segretaria Fim Cisl  di Bologna, un intervento in merito alla discussione sulla vaccinazione e l’uso del green pass. 

Il dibattito sui green pass, ha assunto lo schema classico della polemica fine a se stessa, dove l’obiettivo non è risolvere il problema, trovare la modalità migliori per arrivare alla soluzione, ma quella di dividere polarizzare per portare i lavoratori dentro una strumentale lotta politica e mediatica.

Per la Fim l’unica arma da mettere in campo in questo contesto è  quella della cultura per la costruzione di un pensiero condiviso attraverso la contrattazione.

Riteniamo che la lotta contro il covid, doveva e deve essere,  comune e trasversale. Come abbiamo fatto nella prima fase di gestione della pandemia, in cui i luoghi di lavoro sono stati palestre ed esempio di cooperazione tra persone, sindacato e imprese per la ricerca di soluzioni.

Quello che invece sta accadendo è una strumentale polarizzazione delle posizioni in cui i lavoratori spariscono per diventare vax e no vax, salvo dimenticare che sono appunto persone, relazioni, lavoratori con esigenze e necessità.

Per questo come Fim abbiamo proposto, e ci siamo messi a disposizione, già dall’inizio di questa polemica a fine luglio, per dedicare, un’ora di assemblea per spiegare  l’importanza del vaccino e di tutte le precauzioni sanitarie necessarie a limitare il propagarsi della pandemia.

Non ci aspettiamo che questo convinca tutti gli indecisi a vaccinarsi, ma lo riteniamo estremamente utile per creare una convinta autoderminazione delle persone verso il vaccino, senza costrizioni.

Non  va dimenticato che sul vaccino c’è stata molta disinformazione, anche da parte dei media nazionali. Questo ha generato in molti insicurezza e paura  nei confronti del vaccino. Molti di quelli che non si vaccinano non sono degli incalliti no vax ma persone che hanno semplicemente paura. Ora mettere a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori per un’ora o più, un esperto (medico, virologo, sanitario…) nei luoghi di lavoro, in assemblea in modo che possa  spiegare  l’importanza del vaccino, fare domande e chiarirsi dubbi e perplessità, pensiamo sia necessario e utile a tutti . Dobbiamo lavorare insieme per creare quella necessaria e diffusa cultura della sicurezza sanitaria per uscire dalla pandemia e l’unica arma per farlo è la cultura e la conoscenza.

E’ con questo spirito e per queste ragioni che abbiamo voluto  mettere a disposizione  un’ora di assemblea perché è  soprattutto attraverso la cultura, la conoscenza e la collaborazione condivisa  che si creano le condizioni per uscire da questa pandemia e non solo.  Siamo in un epoca complessa e difficile di grandi trasformazioni e cambiamenti. Dobbiamo cogliere le opportunità con uno spirito diverso, creando le giuste condizioni culturali e di giustizia sociale per uscirne insieme un po’ migliori.

(Roberta Castronuovo, segretaria Fim Cisl  di Bologna)

Il testo del documento unitario Fiom, Fim, Uilm

Formazione e informazione sul valore della vaccinazione a tutte e tutti i lavoratori nelle aziende, utilizzando le ore messe a disposizione dal Ccnl. Una proposta di Fim, Fiom, Uilm bolognesi alle imprese, alle associazioni datoriali e alle Istituzioni Come sindacati dei metalmeccanici bolognesi, Fim, Fiom, Uilm, rilanciando la proposta nazionale di Cgil, Cisl e Uil di proseguire nello sforzo collettivo per la messa in sicurezza del mondo del lavoro anche completando la campagna vaccinale, proponiamo alle imprese metalmeccaniche del territorio di utilizzare in modo condiviso un’ora (del monte ore triennale di formazione previsto dal Ccnl) per realizzare un momento di formazione e informazione per tutte le lavoratrici e per tuti i lavoratori, in ogni azienda, sull’importanza e il valore della vaccinazione contro il Covid. Avanziamo questa proposta con alle spalle la straordinaria esperienza dei Comitati Covid costituiti in tutte le aziende del territorio e dell’applicazione dei Protocolli nazionali sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil che, nella loro applicazione a livello aziendale e con l’aggiornamento realizzato nell’aprile di quest’anno, hanno permesso di mettere in sicurezza le aziende e i luoghi di lavoro. Stiamo vivendo settimane confuse a causa della poca chiarezza da parte del Governo e del tentativo di omologare, con una forzatura, le mense aziendali ai ristoranti. Questa forzatura ha scaricato problemi sulle imprese e tra i lavoratori, creando tensioni e contrapposizioni. Le mense aziendali, grazie ai protocolli sulla sicurezza, funzionano da un anno e non sono luoghi di contagio. E’ in capo a Governo e Parlamento la responsabilità di decidere sull’obbligo vaccinale. La responsabilità soggettiva e collettiva chiesta ai cittadini e ai lavoratori viaggia parallela a quella che si deve assumere la politica. Alle aziende a tal proposito proponiamo di assumersi, insieme al sindacato, l’impegno di portare nei luoghi di lavoro un’informazione chiara ai lavoratori sull’efficacia della campagna vaccinale e di far cessare azioni unilaterali non condivise, che stanno creando divisioni tra le persone nei luoghi di lavoro. Siamo rimasti uniti nella gestione di tutti questi mesi difficili, abbiamo fatto insieme un grande lavoro, dobbiamo impegnarci tutti affinché si evitino contrapposizioni tra lavoratori e inutili tensioni. Avanziamo la nostra proposta e, al tempo stesso, chiediamo alla Regione e alle Istituzioni di condividere e sostenere questo percorso formativo mettendo a disposizione delle imprese personalità autorevoli del mondo della Sanità per lo svolgimento dei momenti di formazione. Noi siamo i metalmeccanici, siamo quelli che hanno messo la salute delle persone che lavorano sempre al primo posto. Abbiamo scioperato per chiudere le aziende nel momento peggiore della pandemia; le abbiamo poi riaperte grazie ai protocolli e al lavoro straordinario delle nostre delegate e dei delegati; oggi vogliamo fare la nostra parte per una grande campagna di informazione e formazione sul valore della vaccinazione in tutti i luoghi di lavoro.