Imola. La commemorazione di Gino Strada, chirurgo fondatore di Emergency che ha salvato con i suoi  collaboratori migliaia di vite nei paesi dove c’erano guerre senza guardare mai se erano soladati, civili e da che parte della barricata stavano, ha portato, dopo tante lodi. a un attacco durissimo nel consiglio comunale del 9 settembre.

Gino Strada
(tg24sky.it)

A chiedere la commemorazione è stata la consigliera comunale del Pd Lisa Laffi, non certamente un’estremista di sinistra: “E’ stato un brillante studente di Medicina, poi ha lavorato in Gran Bretagna, ma ha deciso fin dalla fondazione di Emergency nel 1994 di andare a portare presidi sanitari e aiuti per tutti quelli che li richiedevano nelle zone di guerra, in Africa, in Cambogia, in Afghanistan e in tanti altri luoghi. Là scoprì gli effetti delle mine-antiuomo e di quelle, terribili, simili a giocattoli che avevano l’obiettivo di mutilare i bambini. Lui tentava di ricucire le ferite tremende. Ultimamente, nel ‘suo’ Afghanistan aveva previsto cosa sarebbe successo: la guerra non è mai la soluzione, anzi è il problema. Ci ha dato la lezione di cercare di curare le vittime e di darci da fare per abolire ogni guerra”.

Per Filippo Samachini di Imola Coraggiosa “Gino Strada è stato un gigante dei nostri tempi, ha sempre lottato per i suoi ideali di giustizia, pace e antimilitarismo. Ironia della sorte, in un suo articolo apparso su ‘La Stampa’ proprio prima della sua morte, aveva previsto la caduta di Kabul mostrando come ancora una volta una guerra promossa dagli Usa con gli alleati occidentali, aveva fallito completamente il suo obiettivo e stava per ridare spazio ai Talebani”.

Ha gettato fango a piene mani su Gino Strada, invece, la consigliera di Fratelli d’Italia, Maria Teresa Merli ricordando, in modo molto “sui generis”, il periodo del Sessantotto che comunque risale a oltre 50 anni fa: “Gino Strada nei primi anni Settanta era a capo del servizio d’ordine ‘Lenin’ del Movimento studentesco di Medicina a Milano, i ‘katanghisti’. Avevano una temibile chiave inglese che usavano contro chi era contrario all’ideologia comunista. Con quella fu massacrato lo studente di destra Sergio Ramelli. Strada e i suoi compagni terrorizzavano gli studenti di destra con cieca violenza. Lui non ha mai rinnegato quel suo passato, non ha mai chiesto scusa alle vittime”.

La Merli è la stessa che si scagliò, qualche mese fa, contro il gemellaggio di Imola con Sant’Anna di Stazzema, dove i nazisti (notoriamente alleati dei fascisti, ma lei scordò tale particolare, ndr) uccisero gran parte della popolazione. Ora non ricorda che nel Sessantotto e nei primi anni Settanta ci furono scontri violenti fra studenti di estrema sinistra e di estrema destra. Se quelli di estrema sinistra, avevano le chiavi inglesi, quelli di estrema destra usavano le spranghe. Infine, la Merli non dà nemmeno un merito a Gino Strada, davvero curioso, mettiamola così.

Come le ha ricordato brevemente l’assessore alla Cultura Giacomo Gambi “non basta citare un gruppo, se si parla di una persona come Gino Strad bisognerebbe citare eventuali condanne che non ci furono”.

(m.m.)