Venezia. Francia, 1963. Una giovane donna si misura con l’aborto clandestino. Infatti la legge non esisteva fino a 45 anni fa e tale atto era una pratica punita con la galera. Anne è una brillante studentessa, con un promettente futuro. Ama la letteratura e vuole seguire la sua vocazione, riscattandosi dalla sua estrazione sociale. Quando rimane incinta decide che pur rischiando (la prigione, l’esclusione sociale, la propria vita) deve trovare una soluzione che non la privi della libertà e le permetta di perseguire la sua strada.

L’événement”, secondo lungometraggio della regista francese di origine libanese Audrey Diwan, è un racconto crudo ed essenziale, con colori cupi, duri, scene forti. E’ stato presentato nella sezione principale della mostra di arte cinematografica della biennale di Venezia 78. La scelta è di rimanere sul tema, sull’essenzialità della storia, dei posti e dell’ambientazione per trasmettere le emozioni della protagonista e immergere gli spettatori nell’esperienza. L’illegalità della pratica trasforma la scelta in un vero dramma, solitario e senza scampo, con un prima e un dopo segnato per sempre.

L’importanza del tema adesso? La regista è rimasta colpita dal libro della scrittrice Annie Ernaux da cui è tratto, che descrive un’esperienza autobiografica. L’ispirazione che l’ha mossa è di volere cercare di trasmettere la differenza tra l’idea che ognuno può farsi di tale pratica contrapposta alla realtà dei fatti di un aborto clandestino. “La mia speranza è che l’esperienza trascenda il contesto temporale della storia e le barriere di genere. Il destino delle giovani che hanno dovuto ricorrere a questo tipo di operazioni è rischioso, insopportabile.”.

E per rappresentare la fisicità del racconto incalza la protagonista da vicino. Ne risulta una storia con una dimensione prettamente corporea di piena, lacerante, fisicità. Per la parte si è affidata all’attrice Anamaria Vartolomei. Protagonista capace di tensione, dolore, rabbia.

Il film è tra quelli in corsa per un premio, sia per la regista, sia per la protagonista.

(Caterina Grazioli)