Le grandi trasformazioni legate al digitale stanno modificando quasi ogni aspetto della vita umana. La potenza di calcolo degli apparecchi digitali consente di fare cose che solo pochi anni or sono sembravano impossibili. Questi cambiamenti riguardano le relazioni, le modalità di apprendere, di accumulare conoscenza, produrre nuove macchine, intervenire sui processi vitali, modificare i DNA, produrre farmaci di nuova generazione, costruire una nuova scienza, nuove modalità di comunicazione.

Il lavoro umano, dentro questo quadro, viene investito da un processo di cambiamento radicale. La vecchia fabbrica fordista si trasforma in un luogo informatizzato e controllato, istante per istante, da calcolatori. Le merci si trasformano e si smaterializzano. Le modalità di consumo traslano dal possesso all’uso. Nascono nuovi prodotti immateriali e nuovi lavori. Ma il vecchio mondo del lavoro è investito dalla potenza dell’Intelligenza Artificiale applicata a tutte le forme di lavoro che contengono delle routine e il lavoro umano viene assorbito dentro gli algoritmi matematici delle apparecchiature digitali. Il lavoro che è stato, non sarà più. Nuovi lavori si affacciano, come il lavoro implicito che ogni persona svolge per il semplice fatto di abitare in un ambiente immerso nelle tecnologie digitali, di usare una apparecchiatura connessa alla rete, di usare una tessera sconto al supermercato o fare una domanda ad un ufficio pubblico. Lavori che oggi producono una fetta crescente di fatturato e di utili per le grandi compagnie digitali e che le vecchie forme di contrattazione non coprono e non contrattano. Lo slittamento della distribuzione della ricchezza prodotta, quindi, aumenta progressivamente fino a punti di non sostenibilità sociale.

Anche tutto il sistema del welfare, che poggia su un modello del lavoro salariato che viene progressivamente a smaterializzarsi e a perdere la densità che aveva nel ‘900, rischia di crollare di fronte ai nuovi assetti che avanzano.

Di questo e delle possibili soluzioni a questa grande transizione, parla il libro scritto da Sergio Bellucci AI-Work. La digitalizzazione del lavoro (Jaca book, 2001 – p. 312. Euro 25,00). Il testo, che riprende volutamente il discorso iniziato da Bellucci nel 2005 con il suo E-Work. Lavoro, rete, innovazione (Derive e Approdi) si avvale del contributo di diversi studiosi, sindacalisti e politici che in questi anni si sono soffermati sui grandi cambiamenti che attraversano il mondo del lavoro e della produzione.

Lunedì 20 settembre alle ore 17.30, presso la sede della Fondazione Duemila in Piazza dell’Unità 4 Bologna, ne parleranno, con l’autore, il segretario generale della Fiom di Bologna Michele Bulgarelli, l’assessore allo Sviluppo economico, Green Economy, Lavoro e Formazione della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla. Coordinerà i lavori Daniela Freddi, economista e  ricercatrice dell’Ires-Cgil. Sarà possibile seguire l’incontro anche in streaming sulla pagina facebook @FondazioneDuemila.