Castel del Rio. Nell’importante tornata di elezioni amministrative che si terranno il 3 e 4 ottobre in tutta Italia (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e altre), nel territorio del circondario c’è solamente il paese degli Alidosi, il più piccolo come numero di abitanti, ma non certo per storia e tradizione.

Due le liste in lizza. La prima “Per Castel del Rio”, di centrosinistra civica con persone del Pd, ripropone per la terza volta (è possibile essendo un piccolo Comune” come candidato sindaco Alberto Baldazzi: per la giunta e il consiglio comunale corrono al suo fianco Raffaella Cantagalli, Gabriele Ciarlatani, Marco Dall’Osso, Daniela Masi, Elisabetta Masi, Sergio Galeotti, Annamaria Mazzini, Frnca Poggiali, Dante Righini e Stefano Sabioni. Del “vecchio” gruppo ci sono Daniela Masi ed Elisabetta Masi attualmente in giunta, Gabriele Ciarlatani e Sergio Galeotti, mentre gli altri sono “nuovi”.

Nella sintesi del programma della lista Baldazzi, che parte con i favori del pronostico a poco più di due settimane dal voto, si legge: “Abbiamo in mente una Castel del Rio accogliente per i turisti, che valorizzi la sua vocazione biologica e le sue produzioni con nuovi eventi e spettacoli, adatta alle bici, con minor consumo energetico, che sappia mettere in luce i suoi monumenti unici, che accolga nuove famiglie”.

A cercare di contrastare “Per Castel del Rio”, la lista “Centrodestra per Castel del Rio” con il candidato sindaco leghista Fabio Morotti. Con lui, si sono schierati Renzo Gasperini, Giovanni Linguerri, “Gigi” Iervolino, Flaviana Camaggi, Franco Antimi, Marco Ronchini, Mauro Fini, Mauro Fini, Ivan Miani e Federico Bitelli.

All’inizio del programma del centrodestra, si trova: “Ancora oggi ricordiamo la Comunità Montana, assorbita dal Nuovo Circondario
Imolese, responsabile dell’accentramento delle funzioni amministrative e del conseguente allontanamento dei servizi dal nostro territorio. Il nostro obiettivo sarà quello di arrivare alla creazione di un sub ambito della Vallata del Santerno, garantendo così un riavvicinamento dei servizi e delle funzioni e programmare adeguatamente le azioni riguardanti gli ambiti socio-sanitari ed economici”.

(m.m.)