E’ il nuovo che avanza. Se settant’anni vi sembran pochi… Il co-capolista della lista Lepore Sindaco, Roberto Grandi, già assessore comunale alla Cultura, torna in campo. Se ne sentiva il bisogno. Largo ai giovani. Non che chi scrive ce l’abbia con gli anziani essendolo egli stesso, ma insomma…

Così il centro-sinistra. Ed il centro-destra? Non è da meno. Leggermente più giovane del citato Grandi, ma senza esagerare, il candidato sindaco Fabio Battistini (con l’originale slogan in vernacolo “Dai mò”) si è posto l’obiettivo di desertificare il centro storico e non solo. Vuole trasferire tutto lontano: stazione ferroviaria, stazione delle corriere (come si chiamavano un tempo), l’Ospedale Sant’Orsola, l’aeroporto e chi più ne ha ne metta. Non può farlo con gli uffici comunali già esiliati da un precedente sindaco in quell’obrobrio di palazzo che sta in Liber Paradisus dove di bello c’è solo il nome della piazza.

Poi c’è il candidato civico (sì, come i numeri delle case in cui abitiamo), Stefano Sermenghi, quello di “né destra né sinistra” (rivisitata nel più moderno ed innovativo “no centro-destra no centro-sinistra, controcorrente”) già pidiino, poi simpatizzante di Fratelli d’Italia, aderente a Forza Italia, poi “civico” (ma che vorrà dire?) che vuole trasferire a Bologna il modello Castenaso (altro che quello Emilia-Romagna un tempo vanto del PCI!), località di cui è stato Sindaco per il PD, facendo così entrare il grande nel piccolo.

Insomma, ce n’è per molti gusti. La fantasia elettorale non manca. Forse mancano donne e uomini per realizzare programmi seri e credibili, un poco meno fantasia e maggiore concretezza.

(La secchia rapita)