Faenza. Utilizzare la creatività per raccontare storie autentiche, oneste, incentivando la condivisione e le relazioni interpersonali in un determinato contesto: questo è uno degli obiettivi del lavoro di Francesco Bentini, la cui passione per il teatro e il “raccontare storie” parte da lontano, in particolare da una semplice scenetta tra bambini ad un campo scout, che fin da subito gli ha fatto provare la sensazione unica, che nasce quando si strappa una risata a qualcuno.

Francesco Bentini

Dando un’ occhiata al suo portfolio formativo e lavorativo, si può facilmente dedurre che esso sia trasversale, ossia che ricopra diverse aree formative e lavorative. Nato a Faenza, classe 1986, Francesco ha frequentato la facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Bologna (dove si è laureato nell’anno accademico 2012-2013), ed è stato proprio a Bologna che ha cominciato in quegli anni a interessarsi di teatro d’improvvisazione: un teatro “di nicchia”, ossia un genere artistico molto differente rispetto al teatro “standard”, che tuttavia gli ha offerto opportunità impensabili fino a quel preciso momento.

Tra il 2013 e il 2014 (anno in cui è nato il progetto “Impro-Faenza”, evolutosi poi nell’attuale “Teatro Wannabe”, nell’ambito del quale venivano svolti corsi di teatro di improvvisazione che nel tempo hanno avvicinato alla disciplina centinaia di persone tra spettatori e allievi) ha preso parte a spettacoli in Francia, negli Stati Uniti, in giro per l’Italia e a Bologna. Ed è stato proprio 7 anni fa che ha preso vita anche “Patatràc- improvvisazioni sull’orlo del baratro”: una divertentissima performance di teatro d’improvvisazione (che. tra le altre cose. ha visto ormai decine di “non-repliche”), il cui obiettivo è quello di partire da uno spunto usando la fantasia per costruirci sopra un’intera storia divertente (e anche un po’ “delirante”, ma in senso buono); “la cosa bella è che cambiando ogni volta contesto ‘vengono fuori’ storie a tratti assurde e ognuna col proprio colore”, commenta Francesco.

La sua attività non si ferma alla semplice improvvisazione teatrale, ma sconfina anche ad altri ambiti nei quali gli strumenti teatrali sono messi a servizio di corsi e i workshop di comunicazione sull’intelligenza emotiva, team building in ambito aziendale e non. Con la compagnia “Teatro Educativo”, in particolare, l’impegno è volto anche a formare ed orientare gli studenti verso le scelte post- scuola che saranno decisive per il loro futuro, incentivando anche l’ascolto, l’istantaneità, la creatività, la costruzione di relazioni con il prossimo e il dialogo, elementi fondamentali per affrontare anche le situazioni più spinose della vita quotidiana.

Il suo percorso lavorativo passato come medico di Pronto soccorso, l’ha portato a gettare le basi per nuove iniziative: “grazie alla collaborazione con la Simm (Società italiana di leadership e management in Medicina) e con Ausl ho potuto scrivere spettacoli di divulgazione su tematiche medico – sanitarie, come Qualcosa non va (vertente sul tema dell’ictus) oppure Io sono qui (sul tumore al seno), realizzati entrambi partendo da focus group di pazienti”. Sempre in quest’ambito, è stato anche recentemente creato un format sulle neuroscienze come strumento volto a farci comprendere da dove nascono certi meccanismi intrinseci alle nostre emozioni, mentre tra i programmi futuri “stiamo progettando la realizzazione di uno spettacolo di ‘teatro immersivo’ in cui si parla della Battaglia di Purocielo (presso Ca’ di Malanca) e della figura del Passatore e dei briganti”, dichiara infine.

(Annalaura Matatia)