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Il presidio indetto dalla Rete delle donne in solidarietà con le donne afghane, è divenuto pretesto di aggressione a una ragazza nera. Ieri mattina il centro storico era affollato, complice il mercato del sabato. In Piazza Caduti per la libertà alle 11 c’era il presidio indetto dalle donne. Alcune di queste, fra cui la ragazza aggredita, si stavano recando lì. In via Emilia ai margini di Piazza Matteotti un uomo, con un cartello che promuoveva Tutto Imola, si è avvicinato alla ragazza chiamandola “negra”. Le ha chiesto  se capisce l’italiano e accusata di essere oggetto del “lavaggio del cervello da quelle Merde di sinistra”, indicando la compagna che era con lei, “veri ed unici responsabili dei problemi in Afghanistan e in Africa”. L’atteggiamento chiaramente aggressivo ha suscitato la reazione della ragazza, accompagnata dalle figlie di 3 e 7 anni, che ha risposto di sentirsi offesa. A quel punto ne è risultata una baruffa che la presidente di Trama di Terre, Alessandra Davide e alcune delle numerose persone presenti, hanno tentato di sedare.

Immediata la reazione di Trama di Terre che in un comunicato afferma: “Questa aggressione in pubblica piazza, alle 11 di mattina, sotto l’orologio, in mezzo alla gente che distrattamente si dedicava allo shopping, la dice lunga sulle difficoltà e le aggressioni che le donne vivono quotidianamente da parte di uomini violenti e razzisti e che noi, come Trama di Terre, quotidianamente denunciamo e affrontiamo, ma soprattutto sul senso di impunità sul quale gli aggressori contano visto che pare si sentano quasi legittimati ad agire in questo modo contando sul clima di odio e di razzismo che ha infestato anche questo territorio. Un clima che denunciamo ormai da troppo tempo, favorito e nutrito da disinteresse o indifferenza di una politica ormai assuefatta alle peggiori violazioni dei diritti umani e dei diritti delle donne. La donna che ha subito questa vile aggressione era in compagnia di due delle sue figlie, di 7 e 3 anni, che si sono spaventate fino alle lacrime nel vedere la loro mamma aggredita in quel modo. Fortunatamente tutte e tutti le/i presenti in piazza hanno contribuito a tranquillizzare le bimbe e ad accompagnare la donna al pronto soccorso in attesa di sporgere denuncia per l’accaduto”.

La Rete delle donne imolesi con le donne afghane

“Inutile ribadire” prosegue il comunicato “che non vogliamo che questo episodio venga derubricato a mero atto di un folle, di uno squilibrato. Pensiamo che atti come questi, che in Italia si susseguono ormai frequentemente tanto da coinvolgere anche una città come Imola, che si è sempre detta antifascista e rispettosa dei diritti di tutti, debba far scattare l’ennesimo campanello d’allarme. Eravamo in piazza non solo per denunciare ciò che sta soffrendo il popolo afghano e in particolare le donne, ma anche per dire che questa crisi non è soltanto umanitaria e figlia di una guerra che non ci riguarda ma anzi, che ci riguarda eccome! e che soprattutto ci interroga sulle responsabilità del nostro Paese, in politica estera ma soprattutto in politica interna. Che Paese vogliamo per noi e per le giovani generazioni? che città vogliamo? Quando parliamo di razzismo/antirazzismo, fascismo/antifascismo, violenza maschile contro le donne, violazione dei diritti si tende a pensare che siano questioni lontane da noi, dalla vita tranquilla e per lo più agiata che la maggior parte delle persone vive in una città come Imola. Noi, donne di Trama di Terre, siamo qui a dire ancora una volta: attenzione! Siamo tutte e tutti coinvolte/i siamo tutti responsabili! Quale spiegazione possibile può giustificare un’aggressione ad una madre e a una donna per il colore della pelle?”.

Condannato l’episodio anche dalla Rete delle donne “Lottomarzo” che con un post sulla sua pagina Facebook esprime tutta la sua solidarietà alla ragazza aggredita. “Un segnale da non sottovalutare e che è sintomo di un degrado di valori e della qualità delle relazioni umane anche nella nostra città” si afferma nel post.

Il presidio, partecipato, si è svolto regolarmente con diversi contributi delle donne presenti fra i quali quello delle donne e degli uomini afghani accolti a Imola all’indomani della svolta talebana in Afghanistan. Il messaggio è stato letto da un’operatrice della cooperativa che li ospita. Nel messaggio le donne afghane ringraziano per l’iniziativa e chiedono che le donne non siano private del diritto all’istruzione, al lavoro, alla partecipazione alla vita sociale e politica del Paese. Chiedono inoltre “che siano conservate le nostre usanze e tradizioni che non sono quelle dettate dai talebani. I talebani non sono cambiati come vorrebbero far credere al mondo. Sono oggi più aggressivi che in passato, soprattutto verso le donne. Chiediamo alle nostre sorelle  rimaste in Patria di organizzare la Resistenza. Le donne afghane sono forti come montagne, sapranno alzare la voce per tutelare i loro diritti”.

(v.g.)