Imola. Passione, coraggio, investimenti in diversi settori. Sono le parole d’ordine rilasciate dal sindaco Marco Panieri a leggilanotizia.it proprio allo scadere del primo anno di mandato.

Marco Panieri, sindaco di Imola

Sindaco, partiamo dalla partita più recente, quella con il comitato Lennon-Curie. Si sta concludendo positivamente?
“Abbiamo sempre ricevuto i cittadini in Comune e io sono andato due volte nella zona per incontrarli. Certo, stiamo parlando di una lottizzazione del 1989 quando non ero ancora nato, ma abbiamo sempre lavorato per risolverla, tenendo conto che non c’è mai stato un percorso condiviso con la città. La soluzione non è facile, vi sono diverse esigenze e sensibilità da mettere assieme: due comitati e i proprietari. C’erano varie proposte sul tavolo, una capacità edificatoria che non si può togliere, tuttavia abbiamo deciso che il passaggio di una strada attraverso l’area verde non è praticabile e che deve rimanere a destinazione sportiva per i giovani, quindi serve una soluzione alternativa. Così si è arrivati allo proposta di stralcio che deve essere votata in consiglio comunale, dove io porterò tale indirizzo”.

La vicenda rilancia l’esigenza di ripensare a strumenti di partecipazione per i cittadini alla vita pubblica.
“Ricordiamoci che da due anni siamo immersi in una pandemia e la situazione non è ancora risolta, quindi ci troviamo in una fase molto particolare. Intanto abbiamo riattivato cantieri e investimenti e la nostra intenzione è di presentare ciascuna iniziativa alla città e in quel contesto cercheremo di coinvolgere i cittadini anche su aspetti più ampi della singola iniziativa. Sarà un grande moemnto di ascolto. Il nostro obiettivo era di partire subito dopo l’estate, ma la situazione ci obbliga a slittare si alcuni mesi. La mia agenda di questo primo anno è sempre stata piena, ma cerco di rispondere quasi in tempo reale a quasi tutti quelli che scrivono”.

Non crede che ci possano essere degli strumenti che la possono aiutare su questo fronte?
“Certamente, ci dobbiamo arrivare, serve un percorso per riattivare gli interessi dei cittadini, ma non è questo il momento perché non ci sono ancora le condizioni. Però in questo primo anno non è mancata la comunicazione, abbiamo avviato una serie di incontri in qualsiasi ambito della vita cittadina. La stessa scelta di dare la delega sulle frazioni a un consigliere comunale va in questo senso e si sono visti già i primi risultati: a Sesto Imolese è stato avviato un rapporto con il centro sociale sullo sport, a Spazzate Sassatelli abbiamo riattivato il mercato”.

Come avete vissuto questo primo anno? Le cose più importanti che avete fatto e il rammarico maggiore?
“Il rammarico maggiore è certamente quello di non avere fatto di più sul terreno della partecipazione, è vero però che in questi dodici mesi non abbiamo mai avuto un momento di pausa. Sono tantissime le cose da fare perché veniamo da due anni di blocco totale e poi, non dimentichiamoci mai, siamo immersi in una pandemia. Al primo giro di boa possiamo dire che abbiamo ripreso il dialogo con gli enti territoriali: Regione, Città Metropolitana e in parte col Governo. Abbiamo iniziato a rimettere in equilibrio le Partecipate. Sono state avviate 60 assunzioni fra Comune e Circondario in modo da rilanciare l’azione di questo ente intermedio. Poi arriviamo agli investimenti che sono ripartiti. Vedere che spediamo circa 800 mila euro per le asfaltature è un bel segnale. E’ vero che abbiamo oltre 700 km di strade, ma ricordo che veniamo da anni dove non si spendeva nulla o al massimo 200 mila euro. Su questo fronte mi piace sottolineare le palestre all’aperto, forse una cosa banale, ma è una ripresa della socialità e delle attività sportive. Poi sull’illuminazione pubblica della città prevediamo 12mila nuovi punti luci in vari parti della città, che porteranno risparmio energetico e maggiore percezione della sicurezza. Il decoro della città, interventi non grandissimi ma che danno un segnale e, non ultimi, sono previsti nuovi interventi sugli impianti sportivi della città”.

A proposito di sicurezza, come vi state muovendo?
“Non siamo una città con un grande numero di reati, ma è stato inserito il pattugliamento a piedi in centro e alla stazione, stiamo dando forza alla Polizia locale, abbiamo installato nuove telecamere, la nuova illuminazione. Stiamo cercando di presidiare il territorio, ad esempio in Pedagna dove vi sono stati problemi. Io capisco la voglia dei giovani di divertirsi, ma occorre anche rispettare chi vuole riposare”.

Qual è il quadro dell’economia cittadina dopo circa 20 mesi di pandemia?
“Le realtà cooperative, industriali e manifatturiere sono riuscite a reagire abbastanza bene. Certo la ristorazione e il commercio hanno sofferto parecchio, noi abbiamo usato le poche leve che abbiamo a disposizione, come il raddoppio del fondo per la Tari, siamo vicini a chi apre attività nuove e vedo che avere al fianco il proprio Comune è molto apprezzato. Dal punto di vista dei lavori pubblici ci stiamo muovendo avendo al centro la rigenerazione di luoghi già esistenti”.

Il Covid è stato un grave problema pure dal punto di vista sociale…
“Non c’è dubbio che l’isolamento abbia portato ad avere più problemi psicologici, il ceto medio si è impoverito, noi abbiamo reagito mettendo più case a disposizione, collaborando, anche con un aumento dei contributi, con le tante associazioni che intervengono sull’aspetto alimentare. Sulla scuola siamo intervenuti sulla digitalizzazione, abbiamo aiutato le famiglie con i campi estivi rispondendo al 90% delle richieste, abbiamo aumentato le risorse, stiamo cercando di risparmiare dove è possibile per dare più risorse al sociale e alla scuola”.

Un prezzo molto alto lo hanno pagato e lo stanno pagando le donne.
“La pandemia ha accentuato la violenza sulle donne, quindi ci sono bisogno nuovi che emergono. In città ci sono tante associazioni di donne e uomini che lavorano investendo in idee e azioni, noi cercheremo di stare vicino a quella che è la sensibilità e anche la necessità del territorio. In questi mesi sono cresciute le violenze, molti sono stati i femminicidi, è giusto accentuare l’attenzione ed è necessario creare un nuovo rapporto basato sull’equità e sul rispetto, coinvolgendo le famiglie, le scuole con campagne di formazione ed informazione. E’ importante lo stimolo continuo che viene dalle donne presenti in Consiglio comunale e dalla commissione Pari opportunità, stiamo lavorando assieme condividendo iniziative concrete, c’è la volontà di investire sulle imprese al femminile. Insomma, c’è un’attenzione diversa”.

Nella foto il Pronto soccorso che a luglio e agosto sostituirà la tenda del pre-triage per verificare eventuali pazienti affetti da Covid. Nella foto i pannelli del periodo di lock-down donati dal fotoreporter Marco Isola all’Ausl

La sanità pubblica, in questo anno di pandemia, nonostante i tanti tagli del passato, ha mostrato di avere ancora un forte ruolo, quale sarà la sanità del futuro?
“Il nostro intento è quello di rafforzare i presidi sociosanitari sul territorio per avvicinare la sanità alle famiglie anche utilizzando le risorse che dovranno arrivare dal Pnrr. Per Montecatone c’è un progetto per renderlo ancora più importante, dovremo rafforzare gli investimenti sulla casa della salute di Imola, poi l’ampliamento dell’ospedale civile. Il sogno, è riuscire a fare la nuova camera mortuaria”.

Avete fatto molti investimenti, ma per lasciare il segno non crede che serva un grande progetto per la città e non solo?
“L’abbiamo. Si tratta di un progetto per l’alta formazione per le imprese all’interno dell’Osservanza. Non è solo un’idea, ma è già realtà, nella primavera del 2022 partiranno i cantieri per quattro padiglioni, l’obiettivo è di ospitare duemila studenti, un percorso lungo, da attivare, che coinvolge università e Accademia ‘Incontri col maestro’. Vogliamo mettere radici solide e rigenerare è la cosa migliore su tutti i fronti”.

Gp Formula uno Imola 2020, la partenza (Foto Marco Isola)

Sull’autodromo dopo il fronte con i cittadini se né aperto uno con Arpae.
“Io non ho aperto un fronte con Arpae, forse è il contrario, però se oggi non si coglie che è cambiato qualcosa…. Rispetto ai cittadini, ho incontrato il comitato spiegando i nostri obiettivi che sono quelli di una vera polifunzionalità e una nuova prospettiva all’impianto. Certo, al centro ci sono i motori, ma contemporaneamente stiamo favorendo un processo di polifunzionalità. Stiamo lavorando a un importante progetto sulla sicurezza stradale e sui temi ambientali. Ci siamo insediati portando la prima stella Fia per la sostenibilità e l’attenzione all’ambiente. Oggi mettiamo in campo una risposta diversa che non cerca conflitti, ma che vuole dare lustro alla città nel mondo. Riportare per la terza volta la F1 è un grande obiettivo per Imola e tutta la Regione, ci serve l’aiuto del Governo per sostenere i costi in un’ottica di promozione del made in Italy”.

Purtroppo non è ancora del tutto chiuso il discorso discarica. Perché?
“Intanto c’è il no definitivo all’ampliamento, resta il tema aperto da dirimere con la Regione sulla sopraelevazione, tutto ciò troverà risposta nei prossimi mesi visto che i tempi ormai sono maturi. Ricordiamoci che pure con la raccolta differenziata i rifiuti, dal 10% al 17%, devono andare in discariche o inceneritori. Certo, Imola ha già dato molto su tale fronte. Dopo la decisione sulla sopraelevazione quello che è certo è che si metterà al parola fine e ci sarà da gestire il post mortem della discarica e lo si farà con i principi che sappiamo. Siamo davanti a un percorso nuovo che deve promuovere, ad esempio, i contenuti dell’economia circolare. Da subito stiamo cercando di muoverci su questo fronte con una nuova isola ecologica di alto livello in Pedagna. Cambieremo pure i cassonetti perché le calotte non si sono dimostrate efficaci, rimarranno le schedine ma si userà il pedale. Più in generale sulle politiche ambientali, stiamo mettendo in campo un’attenzione molto alta partendo dai boschi urbani, passando per le iniziative del Ceas che ha fatto quest’anno i 20 anni, la sostenibilità attraverso una mobilità più dolce, l’attenzione al miglioramento della parte energetica e così via. Poi c’è tutto il tema dell’economia circolare che è un altro elemento che la città deve fare suo e praticarlo su tutti gli aspetti possibili”.

Si è appena svolta “Imola in musica” con una ottimo successo, ma più in generale quali sono le politiche da mettere in campo per sviluppare il turismo sul territorio?
“La via Emilia è una direttrice importante e garantisce potenzialmente un ampio flusso turistico, è chiaro che bisogna essere capaci di intercettarlo con iniziative che attraggono. Quindi maggiore promozione della cultura (musica, teatro, musei, rocca). Poi c’è tutto il tema del cibo. Se trasformiamo le nostre mura in un centro storico naturale, un elemento di vivibilità, di passeggio, con nuove botteghe, negozi, opportunità commerciali e culturali, collaborando con ristoratori e commercianti, saremo vincenti”.

L’Imola Big Band in piazza Gramsci

Che giudizio dà della sua squadra dopo un anno di lavoro?
“Io non dò voti, quelli li danno i cittadini e sono loro che devono giudicare. Posso dire che con questa giunta mi trovo e lavoro molto bene, tutti ci stiamo mettendo passione, impegno e coraggio e spero si veda. Anche il senso civico comune è una chiave del nostro mandato. personalmente me lo ha insegnato mio nonno nei suoi ultimi anni di vita (Giorgio Bettini, ndr). Ringrazio i consiglieri e le consigliere comunali, tutti insieme, maggioranza e opposizione, la presenza è anche un forte senso delle istituzioni”.

(Massimo Mongardi – Valerio Zanotti)