Imola. Dal 15 ottobre il Green pass diventerà strumento obbligatorio per accedere al luogo di lavoro, come si sta organizzando la Cooperativa Cefla nell’applicare questo nuovo decreto? “La questione pandemica, in tutti i suoi aspetti, è sempre stata gestita dalla Cooperativa Cefla seguendo le varie disposizioni normative e/o decreti governativi – afferma Claudio Fredrigo, vicepresidente Cefla Imola -. Abbiamo sempre cercato di attenerci tempestivamente – avvolte anticipandole  –  alle indicazioni di legge, rispettando comunque il pensiero, le idee e le motivazioni oggettive di chi non vuole o non può fare il vaccino. Anche con il Green Pass ci stiamo comportando in questo modo: in primis rispetto delle disposizioni governative con continua apertura verso la ricerca di soluzioni per chi al momento sceglie di non vaccinarsi – ricordando che oltre a motivi ideologici, possono esistere oggettive ragioni mediche o semplicemente ritardi nelle prenotazioni o difficoltà nel reperire i tamponi.”

La Cefla è una realtà multi business con diverse sedi, come affronterete i controlli?
“Abbiamo individuato 180 collaboratori che fungeranno da ‘controllori’ del Green Pass di chi a vario titolo accederà alla Cefla di Imola ed alle sei sedi dislocate sul territorio italiano: lavoratori (dipendenti, somministrati, tirocinanti), fornitori, visitatori (clienti, candidati, …), consulenti, trasportatori. Con la collaborazione dell’ufficio HR e dell’ufficio HSE lunedì 11 ottobre sono stati organizzati quattro momenti di formazioni nei quali i 180 futuri ‘controllori’ hanno ricevuto le nozioni su come attuare le verifiche dei Green Pass tramite l’app ‘VerificaC19’ e su come operare nel caso in cui una persona non abbia il certificato verde o non superi la verifica.”

Quindi pronti al via?
“Ci sentiamo pronti; siamo tutti consapevoli che si tratta di uno strumento volto da un lato ad assicurare alle attività economiche italiane una continuità operativa in un momento nel quale – nonostante la crisi delle materie prime – si registra una ripresa economica; dall’altro è uno strumento che mira a contenere il pericolo di una nuova ondata pandemica e quindi – grazie anche alla sempre maggiore copertura vaccinale – mira a velocizzare il ritorno alla normalità.”

Claudio Fredrigo, vicepresidente Cefla Imola

Dalle sue parole, il passaggio dalla normativa alla sua attuazione sembra non creare problemi.
“Essere pronti o prepararsi per adempiere a delle indicazioni governativa non significa necessariamente che non sussistano dei problemi. Tutta la gestione della pandemia è stata caratterizzata da indicazioni normative ed a DPCM che non solo richiedevano modifiche agli iter procedurali/gestionali interni ma proprio per l’urgenza della loro emanazione contenevano delle aree grigie o aree che necessitavano di approfondimenti e/o affinamenti per una effettiva applicabilità.”

Alcuni esempi?
“Facendo riferimento alla Cefla, alcuni dei problemi che dovremo affrontare e che necessitano di un approfondimento normativo riguardano ad esempio la gestione dei green pass nell’area dei trasporti e nell’area della cantieristica. Nell’area della logistica molti trasportatori provenienti dall’Europa dell’Est, quando vaccinati, lo sono tramite il vaccino ‘Sputnik’. Il suddetto vaccino non è ancora stato approvato dall’EMA (l’Agenzia europea per i medicinali) e quindi sono sprovvisti di Green Pass. Nell’area della cantieristica, molti colleghi lavorano settimane se non mesi presso i cantieri dei committenti; per tutte queste professionalità il controllo è demandato al cliente, ma la normativa non è molto dettagliata al riguardo.”

Quindi altri problemi all’orizzonte?
“Fare impresa è una continua gestione di problemi, o meglio di situazioni più o meno impreviste. Tutto è gestibile se si opera in un clima di collaborazione e comprensione delle altrui idee e visioni. Abbiamo assistito ai recenti avvenimenti di Roma ed è inevitabile che se l’attenzione si sposta su fatti di tale gravità si perde poi la focalizzazione su tquelle migliorie e affinamenti che possono rendere più operativo uno strumento – il Green Pass – con ovvi limiti. Questa è la bussola che ci guida ed è il motivo per il quale, pur avendo sponsorizzato con la Cooperativa Sacmi un Hub rivolto alla vaccinazione del personale dipendente, cerchiamo di non perdere di vista la sensibilità e/o le opinioni diverse rimanendo aperti a tutte le possibili soluzioni percorribili. Per tutto il resto Cefla, ma posso dire tutte le aziende, sono abituate nell’affrontare simili tipi di difficoltà; sono le difficoltà che quotidianamente  si affrontano per colmare i gap che possono sussistere tra le strategie aziendali e le loro attuazioni Ci aspettiamo quindi che nel corso dei giorni, anche nella gestione dei Green Pass, usciranno chiarimenti su alcuni aspetti oggi ancora poco chiari.”

(a cura di m.z.)