Bologna. Lo scorso 6 ottobre si è riunita a Bologna l’assemblea nazionale di Legacoop produzione & servizi, un area del mondo cooperativo di grande importanza (due numeri per capirne il valore, sono coinvolte 2371 imprese con  circa 150.000 addetti).

Si è trattato di un’assemblea molto partecipata (200 persone presenti e un centinaio collegati via web) che ha seguito con grande attenzione una mattinata molto intensa, caratterizzata da approfondimenti interventi e tanta voglia di confrontarsi.

Molto ampia la gamma dei temi affrontati, e quindi ci siamo rivolti al presidente, Gianmaria Balducci (che è anche presidente di Cefla), per costruire una sintesi di quel che è stato detto nel corso della giornata.

Prima di tutto quali gli elementi più significativi di questa assemblea?
“Voglio cominciare con una riflessione sulla quantità e qualità della partecipazione un fatto per nulla scontato. I nostri Associati avevano davvero molta voglia di confrontarsi e riprendere il filo di un progetto che il Covid aveva forzatamente rallentato. E ci siamo incontrati nel momento giusto, in un certo senso.”

Perché?
“Perchè, e qui c’è uno degli elementi che voglio sottolineare, stiamo vivendo una fase di rilancio economico che per alcuni aspetti è persino sorprendente. Un po’ tutti i segmenti del nostro mondo vanno forte e in qualche settore potrei quasi dire che i risultati consentiranno di recuperare quasi al completo l’anno perso a causa del lock down.”

In assemblea si sono percepiti anche cenni di preoccupazione…
“Vero e sono giustificati. Tutti noi auspichiamo una ripresa robusta e duratura ma dobbiamo fare anche i conti con elementi negativi.”

Gianmaria Balducci, presidente del gruppo Cefla

Quali?
“Al primo posto metterei l’aumento molto importante delle materie prime e dell’energia che lascia intravvedere anche manovre speculative. In assemblea è stato fatto l’esempio del costo del metano, quadruplicato in pochissimo tempo, con le conseguenze che possiamo immaginare, e cioè l’inizio di un percorso inflattivo che non è certo d’aiuto alla crescita economica.”

E al secondo posto?
“Facciamo fatica a trovare il personale che ci permetta di produrre e far arrivare a destinazione i prodotti che hanno ordinato i nostri clienti. E mai come questa volta la carenza è generale  dalle alte specializzazioni fino ai lavori più tradizionali ma pur sempre indispensabili. E qui la pandemia ha inciso in maniera anche indiretta. Prendiamo il caso dei camionisti. Per la maggior parte venivano dai paesi dell’Est e con l’introduzione del green pass sono nati i problemi. Da una lato una categoria di lavoratori tendenzialmente ostile al vaccino (situazione generalizzata in tutta quell’area, Russia compresa) e dall’altro i vaccinati hanno usato lo Sputnik russo che qui non è riconosciuto. Il risultato finale è che non si trovano camionisti al punto che alcune agenzie di collocamento stanno organizzando corsi appositi.”

Che altro è emerso dall’assemblea nazionale?
“La decisa volontà di accelerare il rinnovamento dei nostri dirigenti d’azienda. Il mondo cambia in fretta, e  abbiamo bisogno di figure nuove più capaci di intercettare le novità e progettare il futuro. Abbiamo bisogno di dare spazio a quella generazione di quarantenni che rappresenta la nostra carta migliore per guardare in avanti con ragionevole ottimismo.”

(m.z.)