Imola. “Siamo davanti a un paesaggio epocale che disorienta, la Chiesa si chiede come mai si stia svuotando, per colpa sua o se siano gli uomini che non cercano più Dio? Sono domande oziose, Dio desidera vivere in noi e in mezzo a noi, questo è il senso giubilare che oggi inizia per la Diocesi di Imola. Dobbiamo sentirci provocati dall’accoglienza di un Dio umile che ripete: voglio dimorare a casa tua, dobbiamo accoglierlo con voglia di vivere, forza ed energia senza piangerci addosso”. Sono alcuni passaggi dell’omelia che, con il suo consueto carisma, il Cardinale Mauro Gambetti ha tenuto durante il rito del Giubileo nel 750esimo anniversario della basilica di San Cassiano, completamente piena di autorità civili, militari e di un popolo che ha ascoltato con attenzione il pensiero di uomo che, cosa non facile, riesce sempre a dare coraggio alle centinaia di persone che raggiunge con le sue parole.

Si avverte la sua esperienza da giovane imolese che ha vissuto la sua adolescenza come tanti altri anche nei luoghi di ritrovo non abituali per un fedele e, in seguito, del suo essere stato per tanti anni frate francescano fino a diventare per oltre sette anni Custode della Basilica di San Francesco d’Assisi.

Il Cardinale Gambetti è arrivato a Imola, il 24 ottobre, alle 18 in punto, poi si è velocemente cambiato ed è entrato in cattedrale dalla Porta Santa seguito dal vescovo Giovanni Mosciatti. Da persona gentile e umile, davanti ai carabinieri schierati in alta uniforme, ai sindaci e ai loro rappresentanti dei Comuni della Diocesi, in particolare abbiamo riconosciuto per Imola il primo cittadino Marco Panieri, il presidente del consiglio comunale Roberto “Stino” Visani e il suo vice Nicolas Vacchi, ha cominciato con un “perdonate il ritardo, ringrazio il vescovo e i presbiteri per avermi invitato in un’occasione così importante nella mia chiesa d’origine nella quale ciascuno di noi ha un ricordo, un incontro, il mio primo, fra i tanti altri, risale alla Cresima il 3 ottobre del 1976”.

Il Cardinale Gambetti mentre stringe la mano al sindaco Marco Panieri

Importante anche il passaggio su “Maria che non si perse in lamentele, non si arrabbiò perché i vicini erano irrispettosi, quando le pareti del nostro cuore sono crepate, quando i locali della nostra anima sono freddi non perdiamoci d’animo. Facciamo come Zaccheo nel Vangelo secondo Luca, che era un peccatore come tutti noi ma disse a Gesù ‘Ecco Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e se ho rubato a qualcuno restituisco quattro volte tanto”.

Poi il rito dell’Eucarestia durante la quale il Cardinale è rimasto nella parte alta di San Cassiano con le autorità, un po’ distante dai cittadini. Forse, ma è solamente una nostra sensazione, avrebbe preferito scendere in mezzo a loro, ma non era previsto e sarebbe stato difficile se non  impossibile. Lo ha fatto subito dopo la fine della Messa quando un po’ tutti coloro che lo conoscevano lo hanno saluto, compreso un gruppo di compagni di scuola della mitica sezione B del liceo “Valeriani” con il professor Giovanni Bellettini in testa. Il Cardinale Gambetti ha ricambiato con piacere ai saluti.

(Massimo Mongardi)