La cosa è talmente seria ed importante che, forse, è più saggio metterla in chiave umoristica: manca solo una notte di luna, la cima di una torre e un bel teschio lucido …

Dopo quasi due anni di pandemia, decine e decine di migliaia di persone decedute causa maledetto virus, intere tipologie di attività commerciali decisamente a terra, i nostri giovani che hanno perso un intero anno scolastico (cosa che avrà conseguenze difficilmente da quantificare) e un’economia che, complessivamente, evidenzia tutt’ora pesanti squilibri, sembra quasi irreale che decine di migliaia di persone evidenzino (con forza e determinazione) la loro contrarietà a quello che sembra, almeno per il momento, l’unico vero rimedio (sempre parziale) a tutto ciò. Come non fosse sufficiente, i dati ufficiali che provengono da tutto il mondo occidentale, dimostrano che, ove l’azione vaccinale di massa è stata portata avanti, l’azione catastrofica del Covid 19 ha evidenziato incoraggianti segni di arresto (non di sconfitta). E allora perché?

Mi sono posto questa domanda una mattina di alcuni mesi fa mentre me ne stavo seduto al tavolo di un bar del centro sfogliando il quotidiano: passa una mia cara amica (ci conosciamo da oltre cinquant’anni) e, fra un saluto e una battuta, mi dice che non intende vaccinarsi per il covid: resto sorpreso e incredulo e decido di chiedere una motivazione. La risposta che mi raggiunge, mentre l’amica si allontana, è breve ed esaustiva: “Non mi fido!”. Cerco di raggiungerla con una risposta tipo “Guarda che lo devi alla mia sicurezza …”, ma è già lontana e non mi può sentire.

Ora, i dubbi, sono tutti miei. Conosco la persona amica e la stimo: perché tale comportamento? Lasciando a parte il discorso politico, visto e considerato che il livello della politica è talmente basso da riuscire unicamente a cavalcare le onde popolari che si manifestano, non essendo assolutamente capace di attività innovativa di proprietà, non resta che la sfiducia verso il sistema multinazionale di produzione medicinali e assistenza medica.

In questo caso il problema diventa serio e giustificabile e io stesso ne posso portare prove evidenti sia per quanto riguarda alcuni casi di professione medica sia per quanto riguarda la produzione e la vendita di medicinali. Un solo esempio valga quale assioma: lo stesso medicinale (stessa confezione, stesso produttore, stesso numero di pastigliette contenute nella confezione, acquistato in Portogallo, mi costa 4.75 euro: in Italia lo pago 17.75 (sempre euro): di uguale solo lo 0,75!

Esiste solo una risposta ed è una risposta che potrebbe far male a quanti stanno affannandosi nella conduzione e nella determinazione della linea politica e sociale del nostro Paese: la mancanza di fiducia, la quasi certezza, dopo le tante ingiustizie, manipolazioni, menzogne e chi ne ha più ne metta, risulta ad un livello tale da mettere a repentaglio la propria vita innalzando il muto del rifiuto.

Il parallelo con la denuncia di sfiducia evidenziata dal catastrofico risultato del fenomeno dell’astensione nell’ultima tornata elettorale amministrativa risulta essere fin troppo facile e chi di dovere dovrebbe farsi un serio esame di coscienza invece di perseguire sulla via di strade obsolete e consuetudinarie che oramai emettono un denso cattivo odore di incapacità di innovazione e di fantasia.

La domanda corretta da porsi è: “ …perchè dovrei fidarmi di quello che mi dice quello là che tante e tante altre volte mi ha mentito? Perché questa volta dovrebbe o potrebbe essere sincero? Non cercherà anche questa volta portare avanti gli interessi dei soliti noti? O di quelli degli amici degli amici? Queste domande sono talmente pesanti e indiscrete da apparire insensate, ma la realtà ci conduce dentro labirinti dai quali fin troppo spesso non si riesce ad uscire. Labirinti che inducono tanti cittadini come noi a perseguire una strada di rifiuto che fin troppo spesso conduce ad un finale tanto tragico e drammatico da assumere i connotati del punitivo. Una punizione che assume l’aspetto della morte.

Siamo sicuri che questi nostri connazionali vadano trattati con gli idranti e i manganelli? La vera “cura” dovrebbe forse essere diversa?

(Mauro Magnani)

P.S.: mi sono avvalso, per queste poche righe, di un colloquio con una seria professionista psicologa che ho avuto la fortuna di conoscere mentre lavoravo in quel di Bologna, la quale nell’occasione mi ha portato a suffragio di questa tesi alcuni nomi di seri professionisti, professori universitari e psicologi di fama internazionale, la quale ha finito per chiedermi: “ … e tu Mauro hai dubbi o solo certezze?” Avrei avuto bisogno di alcuni giorni per farle un elenco …