Imola. Nuova tappa dell’iter amministrativo sulla sopraelevazione del terzo lotto della discarica Tre Monti. La palla passa a Roma, sul tavolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la parola finale che deciderà sul procedimento avviato.

Nei giorni scorsi è infatti tornata a riunirsi la Conferenza dei Servizi, a livello regionale, chiamata a valutare il progetto, affinché ogni ente competente potesse esprimere la sua posizione. Un passaggio necessario dopo la sentenza del Consiglio di Stato che, senza mettere in discussione le valutazioni ambientali già condotte, aveva annullato per un vizio di forma la delibera regionale del 2016 di autorizzazione dell’intervento.

Essendo stato confermato il parere contrario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ed essendoci invece giudizi positivi da parte di tutti gli altri attori compresa la Regione, la Conferenza dei servizi non ha raggiunto l’unanimità e ha rimandato la decisione finale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’argomento è stato discusso nel consiglio comunale del 28 ottobre. E’ intervenuta subito sul tema l’assessora all’Ambiente Elisa Spada: “Il Comune ha chiuso definitivamente all’ampliamento del quarto lotto della discarica. Detto ciò. abbiamo chiesto un impianto fotovoltaico a servizio della città. Il procedimento, avviato a novembre 2019 al fine di dare ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato del 18/04/2019, era stato sospeso a luglio 2020 dal commissario Nicola Izzo, per permettere approfondimenti tecnici sul movimento franoso in corrispondenza della via Pediano, nel tratto in fregio alla discarica. A tal proposito il Servizio Geologico Sismico e dei Suoli della Regione Emilia Romagna ha svolto approfondimenti che hanno rilevato la presenza di una frana al momento debolmente attiva che interessa l’area della strada, presente già da molti anni. I drenaggi posti in opera sia sulla strada che sulla discarica svolgono correttamente la loro funzione di raccogliere e allontanare le acque meteoriche, pertanto non si rilevano particolari criticità nel medio termine. Il Comune di Imola ha inoltre avviato nel corso dell’estate una campagna di indagini geognostiche sul posto che prevede un periodo di monitoraggio che durerà 18 mesi, con rilievi ogni 3 mesi, che permetterà di verificare eventuali spostamenti del terreno in corrispondenza della strada”.

Ma ecco un altro punto chiave. “Nel tempo intercorso prima di questa conferenza di servizi, il Comune ha potuto anche acquisire la relazione finale sugli esisti dei monitoraggi chimici, idrochimici ed isotopici condotti da Arpae nel periodo 2015-2020 sulle acque sotterranee attraverso i piezometri – ha concluso la Spada -. Tale relazione, pubblicata e visibile sul sito di Arpae, esclude fenomeni di contaminazione del percolato sulle acque sotterranee. Su richiesta dell’Amministrazione comunale, il monitoraggio proseguirà per ulteriori due anni. Poste queste premesse, nell’ambito della Conferenza dei Servizi, il Comune di Imola non ha potuto ravvisare, per quanto di competenza, motivi ostativi alla Sopraelevazione. Abbiamo fra gli obiettivi di mandato, l’economia circolare quale principale strumento di corretta gestione dei rifiuti, in linea e applicazione degli obiettivi europei in tema di salvaguardia dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile”.

Per il capogruppo della Lega Daniele Marcetti “l’Amministrazione ha un’evidente coda di paglia, viene adottata una strategia cominciando a sottolineare che si è contro il quarto lotto, ma sulla sopraelevazione la giunta è sempre stata ambigua. La Soprintendenza ha dato un parere negativo, ma il Comune non ha espresso un parere negativo. Dove sono gli ecologisti di Imola Coraggiosa? La vostra politica è quella di annacquare la notizia per mandarla di rimbalzo su Roma, finalmente ora siete venuti allo scoperto per spostare la discusssione su un altro tavolo. I giochetti di parole, sono finiti, per voi realizzare la sopraelevazione non è un problema”.

Molto duro pure il capogruppo del Movimento 5 stelle Ezio Roi: “In effetti la sopraelevazione è un ampliamento della discarica. Non capisco perché vi nascondiate dietro un dito, non si fa politica in questo modo. La politica di Hera per quanto riguarda i rifiuti sul territorio imolese è infelice, Hera preferisce fare dividendi e profitto, ma non costruisce stabilimenti per il recupero dei rifiuti. Vorrei sapere in cosa consiste il  recupero decantato dall’assessore Spada. Vedo tanti consiglieri giovani in maggioranza, dovrebbero essere anticonformisti, bisogna cambiare questa politica dei rifiuti dannosa per il territorio. La discarica va chiusa subito, messa in sicurezza e poi bisogna ripartire con energia ambientalista”.

Secondo Marinella Vella della Lista Cappello: “Non si può barattare la salute dei cittadini con l’esigenza di fare cassa. Visto che c’è una frana, perché non si è valutato di piantare alberi nella zona, un piccolo bosco che dia ossigeno alla città?”.

La capogruppo del Pd Francesca Degli Esposti ha messo in evidenza che “la giunta chiede il coinvolgimento del consiglio comunale e quindi  ringrazio l’assessora Spada. L’Amministrazione ha detto no all’ampliamento della discarica Tre Monti e vuole la riqualificazione dell’area con pannelli fotovoltaici. La nostra raccomandazione è quella di mantenere vivo il rapporto con il Consiglio e le Commissioni consiliari per gestire il passaggio della riqualificazione. Proseguire con il monitoraggio di Arpae va nella giusta direzione”.

Nicolas Vacchi di Fratelli d’Italia si pone sempre come ammonitore: “Oggi l’Amministrazione mostra poca onestà intellettuale, il nostro partito era in prima linea con i nostri atti ispettivi tanto che il commissario Nicola Izzo lamentava una frana e un cedimento piuttosto forte su via Pediano. Sembrava che la discarica non potesse avere la sopraelevazione, invece si manda tutto a Roma con la Soprintendenza contraria, ma con la Regione e il Comune favorevoli. Il programma del Pd, un anno fa, diceva che era fondamentale il superamento della discarica. Avete tradito il vostro elettorato, dicendo politicamente delle bugie. Fate i parolai”.

Filippo Samachini di Imola Coraggiosa ha difeso l’assessora Spada: “Rispondo a chi parla di persone che si nascondono, l’assessora Spada è venuta a dire cosa è accaduto in Conferenza dei servizi aperta nel 2019 quando c’era una certa sindaca alla guida del Comune. La prima cosa nostra è il no all’ampliamento della discarica, il monitoraggio va avanti 2 anni in più per le acque e anche quello della strada, pur se non  considerato critico, L’Amministrazione comunale lavora a un’economia circolare, vuole più raccolta differenziata, la sopraelevazione è una  questione rimandata al Consiglio dei Ministri perché non c’è stata unanimità nella Conferenza dei servizi regionale. C’è chi fa finta di non capire”.

Anche il capogruppo di Imola Corre Alan Manara ha sottolineato: “L’assessora Spada ci ha espresso che il piano dei rifiuti ha visto un no categorico all’ampliamento della discarica Tre Monti. Le indagini esotopiche ci hanno detto che c’è una mancata corrispondenza fra il percolato e i risultati dei piezometri. Dunque i dati sono trasparenti, la salute dei cittadini è prioritaria, e quell’area va controllata. Per noi l’economia circolare è il presente e il futuro, sono nate molte start-up per il riuso del materiale plastico reimpiegato negli asfalti, serve ancora maggiore educazione e sensibilizzazione per la raccolta differenziata con l’obiettivo di migliorare l’ambiente dove viviamo”.

Infine il sindaco Marco Panieri ha spiegato che “l’iter sulla discarica parte da molto lontano ed è complesso, la nostra Amministrazione ha chiesto di togliere l’ampliamento, quando si è aperto il confronto in Regione abbiamo formalizzato una seconda nota scritta che dice di realizzare in futuro un campo fotovoltaico a favore della comunità, Alla fine di questo mandato la discarica sarà completamente chiusa. Non c’è nessuna ambiguità, nel 2020 si è verificata la sospensione nella Conferenza dei servizi perché il Commissario Izzo aveva ravvisato la presenza di una frana, poi la Regione ha lavorato per il superamento di questo problema. Durante i sopralluoghi, i drenaggi funzionavano, La Conferenza dei servizi doveva chiudere il procedimento. La responsabilità ce la siamo presa, questo percorso è previsto dalla legge, il pallino lo ha la Regione. In Conferenza dei servizi non c’erano motivi ostativi, quindi non ci siamo espressi nè in un modo nè nell’altro. Aspettiamo, a Roma ci diranno la decisione entro tre mesi. Qualsiasi sia l’esito ci ritroveremo e decideremo cosa fare. Se ci sarà un no alla Sopraelevata gestiremo subito il post mortem della discarica, se ci sarà un sì andremo avanti un anno e mezzo con 200mila tonnellate con una copertura e poi, comunque, ci sarà la fine di ogni conferimento”.

(Massimo Mongardi)