L’ennesimo incidente mortale all’Interporto pone la necessità di un’accelerazione per nuove misure di prevenzioni e un progetto che veda al centro la cultura della sicurezza. Da questo punto di vista il Comune di Bologna ha, nel cassetto della sua memoria una straordinaria esperienza negli anni 60 che portò in pratica alla nascita della Medicina del Lavoro. E’ possibile partendo da quell’esperienza dare al Comune strumenti propri di intervento e prevenzione? Abbiamo girato la domanda al segretario della Cgil, Maurizio Lunghi. Di seguito la sua risposta.

“Delle esperienze bisogna sempre farne tesoro, soprattutto in un campo come quello della sicurezza e salute sul lavoro. La medicina preventiva fu un importante investimento negli anni sessanta che creò a Bologna un ottimo team di esperti che aiutarono ad affrontare le condizioni di lavoro dell’epoca. Oggi indubbiamente l’Amministrazione comunale in veste di Città Metropolitana deve riscendere in campo con forza e fare sistema con tutti i soggetti protagonisti delle attività socio-economiche del territorio. Occorre inquadrare i punti deboli dell’attuale sistema produttivo e di servizio e su questo fare formazione e cultura della sicurezza”.

Ed ecco le proposte sindacali: “Come Organizzazioni sindacali stiamo proponendo da tempo interventi in questo senso, partendo dalla formazione nelle scuole e nei confronti dei lavoratori in generale con particolare attenzione al lavoro somministrato, atipico e a termine che spesso sfugge dai percorsi formativi e di addestramento/affiancamento. Per fare questo vanno fissate regole precise sull’uso degli appalti e subappalti nel settore privato prendendo spunto da quanto definito negli appalti pubblici e occorre rigore nei controlli e nelle sanzioni chi non è in regola non può e non deve continuare a svolgere attività, altrimenti la spirale di tre morti al giorno non solo non si ferma ma si alimenta. Quindi alla domanda se è possibile dare strumenti al Comune alias Città Metropolitana non solo lo è ma lo ritengo indispensabile per fare sistema con i soggetti preposti alla valutazione e gestione dei rischi da lavoro.”

(m.z.)