Qualche mese fa Vittoriana Benini, nata il 26 giugno 1941, ha compiuto ottant’anni. Un’ottima occasione per farle gli auguri, ma non solo. Credo, infatti, che il modo migliore e più giusto di onorare questa artista dallo stile personale e inconfondibile sarebbe quello di organizzare una sua mostra antologica nella terra di nascita e di vita.

Vittoriana Benini (Foto tratta dal sito vittorianabenini.com)

Dopo essere stata allieva del prof. Anacleto Margotti Vittoriana si è iscritta alla “Scuola di Arti e Mestieri” dove è stata profondamente influenzata dal maestro Umberto Folli poi all’Accademia di Belle Arti di Ravenna dove ha incontrato illustri maestri come Raffaele De Grada, Claudio Spadoni, Zancanaro e altri. A partire da questa solida preparazione negli anni ’90 ha definito gradualmente una tematica autenticamente personale, dove insieme alla figura femminile sono diventate protagoniste le sue famose e intriganti bambole. Successivamente nei suoi quadri hanno trovato posto altri soggetti: artisti di strada, musicisti ,clown e personaggi del circo, fiori, strumenti musicali, il cavalluccio a dondolo, i burattini… Tutti elementi che rimandano al suo mondo da bambina e che sanno comunicare emozioni .

Efficacissime a proposito le parole di Carlo Lucarelli: “Ci sono le emozioni nei quadri di Vittoriana? Io li guardo e le sue donne mi affascinano, le sue ragazze mi incuriosiscono, le sue bambole mi inquietano… ci sono emozioni. E se colpiscono me che vivo a Mordano, in provincia di Bologna come chi vive nel New Jersey o nell’Arkansas dove Vittoriana ha esposto con successo, allora non sono soltanto emozioni, ma emozioni forti.”

Innumerevoli le sue mostre in Italia e all‘estero. In particolare però vorrei ricordare la prestigiosa mostra americana del ’97 “Women and Dolls” alla prestigiosa Feirligh Dickinson University degli Stati Uniti e la successiva nel ’98, in Arkansas, alla Art Foundation Hot Spring.Seguono altre mostre importanti: Ambasciata della Rep. Araba d’Egitto, Palazzo Barberini a Roma, ancora in Texas nel 2010. Ma sicuramente uno dei momenti più importanti e indimenticabili nel percorso artistico di Vittoriana è rappresentato dalla grande mostra del 2013 nel bellissimo Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale

Sulla base di queste considerazioni e dell’affetto con cui un vasto pubblico ha sempre apprezzato il talento di una artista sensibile e creativa che, pur attenendosi ai valori ereditati dalla tradizione, ha saputo elaborare un linguaggio proprio tra il presente della vita quotidiana e la memoria, credo che la sua terra debba renderle omaggio e gratitudine in modo degno. Vittoriana Benini lo merita per il coraggio di donna pittrice e di bella persona.

Ho conosciuto Vittoriana durante il mio lavoro presso l’Ausl di Imola, quando nel gennaio del 2000 questa artista sensibile e generosa, ha donato tutto il ricavato della Mostra/vendita  delle sue opere per la Ricerca e Prevenzione dei tumori femminili nel Circondario imolese. “Rimettersi in gioco” era il titolo della mostra e del meraviglioso quadro  collocato al  primo piano dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola e sue sono le opeŕe “Fiori per la vita” che colorano di bellezza l’ Hospice di Castel San Pietro Terme .

Credo che oggi, come allora, dovremo rimetterci tutte/i in gioco con coraggio, con creatività e con entusiasmo.

Grazie Vittoriana, grazie alla tua arte e al tuo cuore.

(Antonella Padovani)