Imola. “Per noi pazienti mielolesi l’Unità Spinale è un faro che ci traghetta da una vita all’altra: quella precedente e quella successiva al trauma, è un momento importantissimo che lascia un segno e un legame”. così Filippo Preziosi, presidente del Comitato Consultivo Misto a Montecatone, l’organismo atto a promuovere l’attiva partecipazione e la fattiva collaborazione tra l’organizzazione sanitaria ed i cittadini-utenti, all’apertura dei lavori del convegno organizzato dalla Fondazione Montecatone Onlus in corso di svolgimento a Bologna. “È un faro – ha aggiunto – anche per la nostra nuova vita nella società, nel lavoro, dove l’efficienza e il funzionamento dell’Unità Spinale è un prerequisito indispensabile, una sicurezza, un riferimento”.

Filippo Preziosi, presidente del Comitato consultivo misto a Montecatone

Un riferimento che può e deve continuare nel suo processo di crescita e miglioramento, come ha spiegato Giovanni Pieroni, presidente del CdA della struttura ospedaliera: “Dobbiamo cambiare passo perché i bisogni futuri dei pazienti e la loro intrinseca complessità meritano un assetto diverso della governance, una riqualificazione delle strutture, un ampliamento del perimetro delle attività assistenziali e lo sviluppo di importanti linee di ricerca”. Punti cardine, questi ultimi, contenuti nel Piano strategico della Direzione Generale la cui attuazione è stata fortemente rallentata dall’emergenza pandemica. “Si riparte: il progetto, la cui attuazione non è semplice, ha già trovato ampio riscontro tra le Istituzioni. Perché è chiaro che alcuni dei punti chiave, come l’integrazione con i servizi distrettuali e lo sviluppo della telemedicina, potranno essere conseguiti solo quando Montecatone sarà inserito in un contesto di rete pubblica. Ebbene – ha concluso Pieroni – siamo convinti che proprio le Istituzioni e gli operatori ci daranno la forza per continuare il percorso che ci permetta nel breve e medio termine di raggiungere gli obiettivi”

Obiettivi ai quali si associa anche quello del costante miglioramento del comfort per i pazienti e per i loro familiari, come ha messo in evidenza Marco Gasparri, presidente della Fondazione Montecatone Onlus “attività sulle quali siamo quotidianamente impegnati, proattivamente, affinché si possa vincere una sfida che spesso è molto complicata, un compito che proviamo ad assolvere con oltre un centinaio tra volontari e consulenti”. Gasparri, che ha invitato la community a sostenere ulteriormente la Fondazione attraverso le attività di charity e il 5 per mille («Vogliateci bene», ha detto) ha ripreso i concetti di Pieroni spiegando che la prospettiva con la quale oggi si deve guardare al Montecatone R.I. è differente rispetto a quella di una decina di anni fa, “un cambio di visione necessario per diventare 4.0 ed affrontare adeguatamente la rivoluzione medico-sanitaria in corso dove le collaborazioni tra strutture sanitarie e aziende del territorio sono sempre più vicine”.

Tra gli ingredienti da inserire nella ricetta del futuro prossimo, come ha spiegato la direttrice Sanitaria, Virna Valmori, “la garanzia certa al paziente di poter disporre di punti di riferimento stabili, concreti, sempre all’avanguardia. Montecatone apripista, insomma, come lo fu alcuni anni fa quando creò un modello infermieristico di gestione del paziente cronico divenuto nel tempo un riferimento per il mondo sanitario «e che, nel 2021 – ha osservato Valmori – conserva il suo spirito innovativo ed è capace al contempo di forbire una risposta rapida ed efficace”. Secondo la direttrice sanitaria il futuro, posto che l’obiettivo è offrire ai pazienti la migliore risposta possibile, è quello di traghettare Montecatone allo status di struttura pubblica, il modello privato, forse interessante, sconta oggi ha dei limiti forti, ad esempio non può ricevere finanziamenti per la ricerca, capite che gestire 120 letti in Unità Spinale, che ne fanno la più grande in Italia, senza avere la forza per dare spinta alla ricerca, è un freno che va sboccato”.

Va oltre Laura Calzà, direttore della Attività Scientifica di Montecatone, secondo la quale l’Istituto «ha compiuto un grande sforzo per trasformare l’attività di ricerca da sporadica a quotidiana, un impegno che prosegue nonostante Montecatone non sia condizioni di poter competere sui finanziamenti pubblici, non siamo riconosciuti come appartenenti al SSN, non siamo azienda convenzionale e, pertanto, siamo  impossibilitati ad applicare i bandi. Nonostante ciò, il programma va di pari passo con la necessità di modifica dell’assetto aziendale; diciamo che il percorso attuale va interpretato come un trampolino di lancio utile a intercettare le opportunità”.