I carabinieri della Stazione di Roma Cinecittà hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo dell’appartamento di proprietà di Ennio Di Lalla, un romano di 86 anni, nel quartiere Don Bosco, che era stato occupato arbitrariamente e lo hanno sgomberato. La casa è stata restituita a Ennio Di Lalla: “È finito un incubo”.

Quartiere Don Bosco di Roma (Foto Wikipedia)

La sua abitazione, di cui è legittimo proprietario, era stata occupata da una persona che non vantava alcun diritto per compiere un atto così grave: come se non bastasse è stato necessario l’intervento dei carabinieri, poiché una volta occupato abusivamente l’appartamento era stata anche cambiata la serratura.

Tornato a casa sua, Ennio ha avuto un malore tanto da richiedere l’intervento degli infermieri, perché l’edificio in cui non riusciva più a rientrare dallo scorso 13 ottobre è stato ritrovato in condizioni disastrose: sporcizia ovunque, un cane chiuso in cucina da chissà quanto tempo e numerosi furti, tra cui dei quadri.

Questo in Italia, nei giorni scorsi.

Andando in un altro continente, ricordo che una volta, mentre ero in uno studio notarile ad attendere l’inizio di una pratica ipotecaria alla quale intervenivo per conto dell’istituto di credito per cui lavoravo, il notaio mi raccontò di un’avventura vissuta negli Stati Uniti, mentre svolgeva uno stage in uno studio di un avvocato.

Un cliente dell’avvocato americano aveva affittato una sua proprietà a una famiglia, afroamericana, che non versava più l’affitto mensile. L’avvocato aveva coinvolto un fabbro e la polizia e disse al nostro stagista: “Vieni con me che oggi ti faccio vedere come funziona lo sfratto negli Usa”.

Arrivati alla casa, la polizia è entrata, ha manganellato tutti gli abitanti e li ha fatti uscire sul marciapiede. Il fabbro ha cambiato la serratura e nel giro di un’ora il proprietario era rientrato in possesso della sua casa e poteva deciderne cosa farne da lì in poi.

Di fronte a questi due casi, così diversi tra Italia e Stati Uniti, viene spontaneo domandarsi: ma un modo giusto per risolvere le controversie non può esistere? Dobbiamo passare da questi due estremi?

Un pensionato di 86 anni si vede occupare abusivamente la casa perché quel giorno è impegnato a svolgere alcune visite mediche e deve aspettare un mese per vedersi ritornare la sua abitazione, depauperata di tanti beni e ridotta in condizioni pietose?

Una famiglia di afroamericani, probabilmente in crisi per la perdita del lavoro, deve venire picchiata e messa alla porta in un baleno perché non è più in grado di pagare l’affitto?

Dobbiamo davvero lavorare tutti per tornare a dare il massimo del valore alla dignità di ogni vita umana!

(Tiziano Conti)