Bologna. Si è riunito il gruppo di lavoro per l’Accordo metropolitano per la logistica etica che, su mandato del sindaco di Bologna Matteo Lepore che ha aperto i lavori, si dovrà occupare della redazione di una proposta tecnica dell’Accordo.
Al gruppo di lavoro hanno preso parte, coordinati dalla Città metropolitana di Bologna: Absea, Alleanza delle Cooperative, Aeroporto di Bologna, Ausl di Bologna e di Imola, Cgil Bologna e Imola, Cisl metropolitana, Cna, Confindustria Emilia, Fondazione ITL, Libera-Contro le mafie, Interporto Bologna, Ispettorato del lavoro, Regione Emilia-Romagna, UIL metropolitana.
Il gruppo di lavoro opererà tramite comitati tecnici, con il coordinamento di esperti, che consegneranno le bozze di lavoro entro la prima decade di dicembre per arrivare alla costruzione della prima bozza di Accordo prima delle vacanze natalizie e la definitiva approvazione del documento nella prima metà di gennaio 2022. I temi al centro del lavoro di questo mese saranno in particolare: sicurezza e qualità del lavoro, catena degli appalti, precariato, formazione preventiva e continua, coesione sociale e lingua italiana, innovazione, digitalizzazione e sostenibilità ambientale, strumenti di monitoraggio e controllo.
La giunta di Palazzo d’Accursio ha approvato una delibera che sancisce il mantenimento della partecipazione azionaria del Comune di Bologna alla società Interporto Bologna S.p.A., non confermando la dismissione delle partecipazioni precedentemente approvata dal consiglio comunale nel 2017 a Bologna. Il mantenimento delle quote azionarie comporterà una profonda modificazione dell’assetto societario e della struttura aziendale.

Un’immagine di Bologna Interporto

Sarà valutato anche un possibile trasferimento di quote a favore di altri enti pubblici che operino nel campo del trasporto delle merci, dell’intermodalità e della mobilità sostenibile, in modo tale da consolidare nel futuro il controllo pubblico della società.
La delibera riconosce inoltre una nuova mission della società, che prevede il superamento delle attività di progettazione e realizzazione immobiliare quale core business per concentrarsi sulle attività relative alla logistica, per una maggiore etica e sicurezza sul lavoro. Per seguire questo processo di trasformazione sarà costituito un gruppo di lavoro, al quale parteciperanno gli enti soci ed esponenti della società stessa.

“Ora parte un lavoro importante – afferma Lepore -. Da Bologna chiediamo che ci siano regole a livello regionale e nazionale e una maggiore possibilità di controllo sui sub-appalti, maggiori leve da parte nostra per una logistica più etica”.
Diamo alla scelta di non vendere le azioni di Interporto – prosegue il sindaco di Bologna – un valore particolarmente importante, perché è l’inizio di un percorso, di una inversione di tendenza, ma anche di una nuova visione dello sviluppo e della coesione sociale nel nostro territorio. Questa direzione per me ha un valore politico anche generale perché da un lato ci poniamo l’obiettivo di salvare vite, dall’altro costruiamo una svolta sull’idea di sviluppo economico che vogliamo, che non deve essere più disponibile a sacrificare i diritti e il benessere dei lavoratori per il profitto. Un concetto che sembra semplice, ma che nella pratica rappresenta una delle sfide più complesse che abbiamo di fronte. Dalla logistica si può, e si deve, partire per invertire la rotta”.