Imola. Gli infortuni sul lavoro, relativi al 2020, sono diminuiti nettamente rispetto al 2019 un po’ in tutti i settori ad eccezione di quello metalmeccanico. Il calo si nota anche rispetto al triennio precedente dal 2017 al 2019. Del resto, il 2020 è stato l’anno dell’esplosione del Coronavirus, caratterizzato dal lockdown e dalla conseguente chiusura di tante attività per parecchi mesi.

“Secondo i dati del Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Scaletta per il territorio dell’Ausl di Imola – ha spiegato il direttore della Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell’Ausl Donatella Nini –, nel 2020 si sono registrati 1205 infortuni, circa 500 infortuni in meno, in termini assoluti, rispetto al 2019, con un indice di incidenza che passa da 3,7 a 2,6, minori anche rispetto agli anni precedenti”.

Un infortunio sul lavoro
(ambientesicurezzaweb.it)

La maggior parte degli infortuni, nel 2020, sono avvenuti nel settore terziario con 451, l’unico dove quelli alle donne superano quelli agli uomini, seguito dall’industria con 324 e dall’agricoltura con 84, poi tutti gli altri. Nel terziario, la sanità e i Comuni sono i più colpiti con 155, seguiti dall’istruzione con l’istruzione con 91, dei quali 29 sportivi.

Solamente nella metalmeccanica si trova nel 2020 un piccolo incremento degli infortuni nel 2020 comprendendo le aziende con sito nel territorio dei dieci Comuni e quelle fuori territorio.

Per quanto riguarda la tipologia degli infortuni, prevale nettamente lo schiacciamento (seconde le lesioni da corpo estraneo e terze le lesioni da sforzo), mentre la prima prognosi maggiore è dovuta, come prevedibile, per le cadute dall’alto. In tutto, nel 2020 sono 12.072 i giorni di lavoro persi a causa degli infortuni occorsi. La durata media degli infortuni e di 5 giorni nell’edilizia, di 11 giorni nell’agricoltura e di 8 giorni negli incidenti stradali, considerando sia quelli in orario di lavoro sia quelli in itinere (ovvero gli spostamenti fra l’abitazione e il posto di lavoro.

Conforta molto il fatto, in buona parte dovuto alla fortuna, che da quattro anni non si sia verificato un incidente sul lavoro mortale nel territorio dell’Ausl di Imola.

I dati, oltre che dal direttore Donatella Nini, sono stati elaborati dai dottori Emanuele Rizzello e Cristina Neretti.