Bologna. Leggilanotizia e Fondazione Duemila presentano martedì 16 novembre, con la presenza degli autori, il volume “Caccia al virus”. L’incontro si terrà presso la sede della Fondazione in piazza Unità 4 con inizio alle 17.30. Saranno presenti Cecilia Clementel, il direttore dell’Asl di Bologna Paolo Bordon e Sonia Sovilla della segreteria della Cgil.

“Caccia al Virus” (Donzelli Editore, 2021), il recente agile libro di Andrea Crisanti, virologo e microbiologo professore all’università di Padova, e di Michele Mezza, giornalista e docente a Napoli di tecnologie digitali e giornalismo, guarda al futuro della pandemia Covid 19, alle lezioni che in questi due anni il virus ci ha nostro malgrado insegnato. La prima è che il virus cammina con le nostre gambe, la velocita’ e frequenza degli spostamenti combinandosi con l’alta infettivita’ che pare in crescita con le ultime varianti. La seconda è che la protezione  alta che, non sappiamo per quanto a lungo, ci assicura il vaccino non basta senza le protezioni fisiche, il distanziamento e un controllo sul territorio dei focolai, unito a controlli degli spostamenti, anche con quarantena. Crisanti ritiene che il network tracing ovvero testare gli ambienti in cui il malato si muove abitualmente sia efficace e richieda minor impegno rispetto al tracciamento dei contatti dichiarati dal malato e sottolinea l’alta percentuale di pazienti positivi ma non sintomatici che in quanto portatori del virus vanno identificati con tamponi ed isolati.

I paesi che in fase iniziale hanno mantenuto stretti controlli e isolato prontamente i focolai hanno contenuto meglio la prima fase della pandemia. Si tratta di paesi dell’estremo oriente, come Vietnam, Corea del Sud, Cina, Australia e Taiwan che hanno esperienza nel contenimento di epidemie. La vigilanza sulle varianti , con laboratori per sequenziamento del codice genetico del virus importa sia fatta tempestivamente per evitare il dilagare di varianti potenzialmente in grado di evadere la protezione anticorpale ottenuta con i vaccini. Il primo ministro indiano Modi ha fornito un esempio di come far diffondere il virus in tutto il paese: ha dichiarato un lockdown e nel giro di ore ha paralizzato il sistema dei trasporti. Coloro che lavoravano in una città indiana nell’economia informale hanno avuto la scelta fra morire di fame o incamminarsi a piedi verso il villaggio di origine, questo ha certamente favorito la diffusione della variabile delta cui dobbiamo le ultime ondate. Sappiamo anche che persone guarite sono in seguito risultate positive ad una diversa variante ed esiste il rischio che emerga una variante in grado di neutralizzare le difese immunitarie acquisite con la vaccinazione.

Sottolineando l’importanza di raggiungere percentuali alte di vaccinati (tra 80% e 90%) nel libro (che ha forma di un colloquio fra i due autori) si nota che molte nazioni in via di sviluppo hanno tassi di vaccinazione bassissimi e che nessuno è sicuro fino a che tutti sono sicuri. Nel campo della equa disponibilità del vaccino resta ancora molto da fare. Ricordiamo che il presidente Biden ha caldeggiato la temporanea sospensione dei brevetti farmaceutici dei vaccini allo scopo di ridurre il costo e permetterne una maggior produzione.

Vi sono molte cose che ancora ignoriamo: perchè il nostro paese resti in testa alla classifica dei decessi in base alla popolazione, perchè alcune persone sebbene vaccinate abbiano pochi anticorpi e persino se sarà mai possibile raggiungere l’immunità di gregge.

I due autori (Mezza lo ha già fatto in un precedente libro “Il contagio dell’algoritmo” edito nel 2020 da Donzelli) affrontano infine il conflitto fra privacy e diritto alla salute che investe, come oggi vediamo, la concezione del rapporto fra i cittadini e lo stato.  Criticano la app Immuni che senza geolocalizzazione  non  concede la possibilità di contattare per un tampone coloro che sono stati in contatto con un paziente positive. Criticano anche una fuga dalla responsabilità di decidere della politica e la risposta degli apparati sanitari italiani alla pandemia, descritta nelle parole di un rapporto dell’OMS come “creative, dilettantesca e improvvisata”, di certo siamo in buona compagnia!  Rilevante il riferimento  al “mobility report” per 131 paesi messo a disposizione da Google e Apple gratuitamente sin dall’inizio della pandemia che (con dati anonimizzati) permette di misurare i flussi di movimento sul territorio, e quindi identificare focolai e possibili restrizioni selettive. Non ci sono obiezioni all’estrazione permanente dei nostri dati e di ogni nostra attività da parte di Google & co. su cui si basa una proficua economia: una visione privatistica della privacy è un recinto legale che i giganti del web utilizzano per difendere il loro mercato dei dati.

Di dati simili la nostra sanità ha bisogno per difendere non solo la salute ma la stessa economia del paese. Senza informazioni tempestive si viene costretti (come al momento la Russia) a fare pesanti lockdown. Dovrebbe anche farci riflettere la vicinanza con paesi come Romania e Ucraina, con percentuale assai bassa di vaccinazioni, nei quali è riesploso il virus. Persino la Gran Bretagna, con percentuale di vaccinati analoga alla nostra, fa fronte ad un’altra ondata di Covid avendo imprudentemente cancellato restrizioni e protezioni nel luglio scorso. Questo libro spiega chiaramente che non è il momento di cantar vittoria o fidarsi dei livelli alti di vaccinati: questa è la terza epidemia legata ad un coronavirus dall’inizio del secolo e non sarà certo l’ultima.

(ce.cl.)