Imola. “Vi sembra normale essere qui questa sera, con una sala così piena, a discutere di un tema importante come quello dei servizi educativi per l’infanzia?” A porre la domanda è stata Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia Romagna con delega al Welfare, in apertura del suo intervento all’incontro “Verso la realizzazione del Sistema integrato 0/6 nel territorio imolese”. L’iniziativa è stata organizzata nei giorni scorsi al teatro dell’Osservanza, dal Servizio Infanzia del Comune di Imola in collaborazione con i gestori dei Servizi pubblici e privati e con il Coordinamento Pedagogico Distrettuale, nell’ambito del programma di celebrazione per i 50 anni delle scuole dell’infanzia comunali e i 45 dei nidi comunali (www.ascoltarti.it).

 

“Non è così normale questa peculiarità, che giustamente ho sentito anche nei vostri interventi, di un territorio che vive davvero questa esperienza come quella di una comunità educante integrata sullo 0/6 e che accompagna veramente verso il futuro l’intero territorio – ha sottolineato Elly Schlein, che ha aggiunto -. Questa non è una cosa da poco, perché quell’emozione che abbiamo condiviso è forse ciò che ha permesso un fiorire in termini qualitativi e quantitativi di questi servizi e di questo va dato atto particolarmente al territorio imolese: tutto questo non sarebbe stato possibile senza quel filo che ha unito, generazione dopo generazione, verso una cultura nella quale questi sono servizi fondamentali per costruire la struttura di un’intera comunità”.

Da sinistra la vicepresidente dell Regione Elly Schlein e il sindaco Marco Panieri

Il “grazie” del sindaco a operatori della scuola, famiglie e bambine e bambini – Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Marco Panieri, che nel ringraziare il vicesindaco Fabrizio Castellari per l’impegno nell’organizzare, insieme a tutto il personale del Servizio infanzia, le iniziative per i 50 anni delle scuole dell’infanzia e per la costante attenzione al mondo della scuola, ha ricordato “è proprio grazie a tutto il personale scolastico, ad ogni livello, nel pubblico e nel privato, alle famiglie ed alle bambine ed ai bambini che è stato possibile superare questi ultimi 2 anni, così difficili”. “Ad Imola – ha concluso il sindaco Panieri – esiste una felice relazione tra i servizi comunali, quelli statali e quelli convenzionati, in un sistema integrato che trova nell’azione del Comune e nell’esperienza dei suoi servizi un punto di riferimento e nel quotidiano agire insieme di tutti una risposta di qualità assoluta, per una città che ha a cuore i propri bambini e dunque il proprio futuro. E proprio per questo vogliamo proseguire con piena convinzione e determinazione nella direzione di un sistema integrato 0/6 anni”.

Il sistema integrato 0/6 è cominciato nel 2016, in modo sperimentale – D’altra parte, come ha ricordato Daniele Chitti, responsabile Servizio Infanzia del Comune, “abbiamo cominciato, in epoca non sospetta, cioè nel 2016, a fare le prime sperimentazioni di servizi compiutamente 0/6 in un paio di servizi comunali e nei luoghi che maggiormente lo permettevano, senza sollevare conflitti. Abbiamo agito con grande determinazione, dentro e fuori il territorio, per dare la massima visibilità a queste esperienze, diventate così note da avere richieste da tutta Italia di poterle visitare, ovviamente prima della pandemia, da parte di altri servizi pubblici e privati, università, associazioni del calibro di Save the Children, delegazioni straniere e da essere immortalate in un video proiettato in decine di contesti istituzionali, formativi e accademici, oltre che visionabile su Youtube, dove conta ad oggi quasi 8.000 visualizzazioni, non male per un prodotto di questo genere”. Oggi l’Amministrazione comunale e gli istituti comprensivi hanno firmato un protocollo d’intesa con il quale si sono impegnati a realizzare un percorso comune per l’implementare il sistema integrato 0/6. “Con la pandemia ora più gestibile, credo sia necessario ritornare al lavoro che avevamo un po’ lasciato in stand-by per cause di forza maggiore, con la consapevolezza del nostro patrimonio di idee e di relazioni, e di un progetto che vale davvero la pena completare”.

Il sostegno della Regione Emilia-Romagna – Un sostegno a proseguire in questa direzione è venuta proprio dalla vicepresidente Schlein, che ha dichiarato: “Ci sono molte ragioni per cui la Regione Emilia-Romagna investe con questa convinzione insieme ai territori sui servizi educativi per l’infanzia, a partire dalla considerazione che le risorse che investiamo nei servizi educativi come anche nei servizi di welfare non vanno considerati costi ma investimenti nel futuro perché, diciamolo con forza, la società più sicura è la società più inclusiva”.

Non a caso, proprio dopo un anno terribile, l’ente di Viale Aldo Moro ha voluto rilanciare il proprio impegno nell’investire nel welfare e nei servizi educativi, oltre che nelle strutture sociali, come quelle per la non autosufficienza.

“Dall’inizio del mandato, la Regione ha investito 55 milioni e mezzo di euro sulla fascia 0/3 e 12 milioni sulla fascia 3/6. Ci siamo fatti parte attiva anche per chiedere che aumentassero gli investimenti statali, a partire dai 4,6 miliardi di euro previsti nel PNRR per lo 0/6, che ritengo non ancora sufficienti – ha concluso la Schlein -. Non dobbiamo dimenticare che queste risorse riguardano gli investimenti, non sono per la spesa corrente: quindi, accanto ad esse non deve mancare un impegno portentoso di risorse di bilancio a livello nazionale, regionale e locale, per poter garantire che questi servizi siano attivati e presentino una qualità elevata al proprio interno”.