Imola. Una diffida stragiudiziale per violazione della normativa sull’orario di lavoro e pronta disponibilità del blocco operatorio. I sindacati, da tempo, battono su un tasto che considerano molto dolente, ovvero sulla carenza di infermieri con conseguenti problemi sui turni e sugli orari di lavoro, nel blocco operatorio. Questa volta è la Fials a fare un ulteriore passo mandando una raccomandata alla direzione dell’Ausl di Imola tramite un avvocato di Bologna.

Nella diffida a rientrare entro breve all’interno di quanto previsto dal contratto, si legge che “il 17 novembre si è tenuta l’assemblea
sindacale con i lavoratori infermieri del blocco operatorio dell’azienda sanitaria. Durante l’incontro, sono emerse diverse criticità che si protraggono dal gennaio 2020 a oggi. In particolare, carenza di personale infermieristico nella misura di 8 persone; turni di lavoro nei week end superiori alle 16 ore continuative; turnazione ordinaria prevista con 12 unità in ‘Pronta Disponibilità’ già calendarizzate; risorse umane in dotazione di appena due unità infermieristiche all’interno delle sale operatorie di Oculistica/Ortopedia di Castel San Pietro con tutte le difficoltà che palesemente ne conseguono”.
“Nel merito – continua la diffida – gli operatori sanitari afferenti al servizio lamentano un carico di lavoro eccessivo, una turnazione in
cui viene programmato il lavoro straordinario e soprattutto la difficoltà ad usufruire di istituti contrattuali quali permessi e ferie per la conciliazione dei tempi di vita”.

Infermieri in sala operatoria
(infermieristicamente.it)

Per il segretario territoriale della Fials circondariale Stefano De Pandis “ormai l’orario di lavoro viene sforato ampiamente e non viene garantito il riposo necessario e previsto dal contratto fra un turno e l’altro. La Pronta Disponibilità dovrebbe essere sei volte al mese e spesso si arriva al doppio. Tutto ciò mentre l’Ausl, ai tavoli di confronto, si vanta di avere assunto circa 200 operatori. Ma dove sono stati collocati? Siamo pronti alla mobilitazione e anche, se sarà necessario, allo sciopero e prendiamo in considerazione un ricorso al Tar se non si risolveranno queste forti criticità che creano problemi di sicurezza agli operatori e ai cittadini”.