Un direttore generale per il Circondario. Si tratta della figura, introdotta con una modifica allo statuto dell’ente di via Boccaccio, nel corso dell’apposita commissione consiliare del Comune di Imola, del 22 novembre. Cosa dovrebbe fare? Avere un ruolo intermedio fra la giunta dei sindaci delle dieci città e la figura del segretario (o segretaria visto che pare resti Simonetta D’Amore) che avrà a tal punto un incarico prettamente amministrativo e che non percepirà alcun emolumento aggiuntivo a quello che già ha nel Comune.

La sede del Circondario in via Boccaccio

Le accuse delle opposizioni di centrodestra, in particolare di Simone Carapia della Lega e di Nicolas Vacchi di Fratelli d’Italia, sono state sostanzialmente quelle di voler creare un posto del quale non c’è bisogno, ovvero di dar vita a un “poltronificio”.

Il sindaco di Imola e presidente del Circondario Marco Panieri ha replicato che “proprio in questo ente abbiamo effettuato nel corso di un solo anno una ventina di assunzioni e si tratta di adeguare uno Statuto che era datato, al 2004, quando le esigenze oggi sono molto cambiate visto che la mole di lavoro è senz’altro più intensa e gli abitanti sono saliti a circa 140mila. Quindi prima abbiamo semplificato la parte politica con una giunta nella quale siedono con deleghe diverse tutti i sindaci e ora andiamo a cercare una persona, con contratto a tempo determinato, che abbia un profilo tecnico di coordinamento dei dirigenti, di gestione dell’organizzazione e che si occupi di intercettare le risorse che arriveranno dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Non andiamo a creare dei costi, ma delle opportunità”.