Riceviamo e pubblichiamo un intervento della dottoressa Anna Strazzari, responsabile del Consultorio Azienda Usl di Imola in vista della  Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“Perché non lo ha denunciato prima?” “Perché non lo ha lasciato? Io al suo POSTO non permetterei mai di essere trattata in quel modo”. Però quel POSTO non lo occupa nessuno se non quella donna, quella ragazza, quella persona. E’ impossibile mettersi al loro POSTO. Tutto quello che si dice “dal di fuori” non può che essere parziale, miope o addirittura ingiusto.

AiCC contro la violenza sulle Donne

Le donne non hanno colpa dalle relazioni violente nelle quali si trovano, nelle quali inciampano per poi trovarsi imbrigliate. La relazione violenta nasce come ogni altra relazione amorosa. Inizia con un incontro, un’intesa di sguardi, passione ed interessi che accomunano e legano. L’innamoramento è una fase cieca che accomuna ogni relazione d’amore e ne stabilisce l’inizio. L’altro viene fatto inconsapevolmente oggetto di idealizzazioni onnipotenti molto appaganti. Ma quando il “sipario cala” la quotidianità, il reale inizia ad intravedersi, ad apparire. All’inizio possono sembrare normali litigi, conflitti superabili. Con il tempo, invece, si delineano come esplosioni e prevaricazioni che seguono un crescendo inaspettato ed impensabile, di parole ed agiti (spingere all’azione, ndr) che feriscono. Si alternano così rotture e riappacificazioni. Queste ultime sono un tentativo di ripristinare un equilibrio che via via si fa sempre più instabile. Si alternano fasi di “luna di miele” a violenze che spesso appaiono inspiegabili. Non si tratta di raptus, ma sono i modi attraverso i quali quell’uomo cerca di ripristinare un equilibrio basato sull’esercizio della forza e del controllo. L’uomo violento, con il quale  nonostante tutto si rimane, è anche la stessa persona della quale ci si è innamorate e con il quale, nonostante tutto, la relazione prosegue.

Lasciare, denunciare significa accettare di rinnegare il sogno di una coppia nella quale si è sperato ed investito e forse si subisce proprio con la speranza che ciò serva a far rivivere quell’unione che ogni tanto ancora traspare ma che sempre sfugge dalle mani. E’ infatti molto doloroso cercare di unire le due facce dell’uomo al quale ci si è legate; Freud parlava di due forze contrastanti: Amore/Eros, intesa come spinta all’autoconservazione e alla sessualità contrapposta a Morte/Thanatos espressione invece di aggressività e distruzione. Aldo Carotenuto affermava che “dove c’è Eros sempre, indissolubilmente c’è anche Thanatos” (Le lacrime del male, 1996) e prosegue dicendo anche che “Spesso dietro il volto di Eros si nasconde quello di Thanatos” (Aldo Carotenuto, Il gioco delle passioni, 2002). Un rapporto affettivo dovrebbe, in giusta misura infatti contenere entrambi questi aspetti. Quando invece ne domina solo uno, l’altro, nascondendosi nell’ombra, si esprime in tutta la sua potenza. Così nelle relazioni violente che si basano su presupposti di questo tipo, il partner incarna alternativamente questi due ruoli, o è solo Amore o solo Morte. Sempre Aldo Carotenuto, dice infatti che “Eros e Thanatos sconfinano l’uno nell’altro per consentire alla vita di evolversi, ma solo se la coscienza del soggetto può partecipare consapevolmente a questa eterna danza è possibile mantenere la tensione tra le due forze senza che l’una arrivi ad annientare l’altra” (Il fascino discreto dell’orrore, 1997).

Queste teorie hanno risvolti pratici e purtroppo molto concreti infatti negli ultimi tre anni sono state tante le donne che si sono rivolte al Consultorio Familiare e che hanno parlato delle violenze subite. Nel 2019 abbiamo incontrato e preso in carico 46 donne; nel 2020 sono state 37 e nei primi mesi di quest’anno (da gennaio ad ottobre) sono già 53. Di queste ultime, 16 hanno un’età compresa fra i 19 e 29 anni. Un trend che potrebbe dirci che le giovani donne segnalano di più la loro condizione di vittima, incoraggiate forse dalle numerose campagne di sensibilizzazione. Sempre, nella maggioranza dei casi si tratta di donne italiane.

Non tutte le donne che si affacciano al Consultorio riescono però a proseguire la presa in carico e i percorsi di cura psicoterapeutica che offriamo. La perdita di fiducia nell’altro diventa pervasiva, le lesioni traumatiche (fisiche e psicologiche) che hanno prodotto ansia e depressione sono spesso un ostacolo alla costruzione di un’alleanza terapeutica e limitano lo svolgimento di un trattamento psicoterapeutico. Quest’ultimo si concentra nel tentativo di ricucire i due volti dello stesso uomo (Amore e Morte) superando la loro scissione in modo da permettere alla donna di avere una visione completa e realistica della persona che ha accanto. Proprio per poter agevolare questa dolorosa ricucitura il ruolo dei professionisti è di “stare al loro POSTO”, cercando di lasciare alla donna che chiede aiuto il tempo, lo spazio e il ritmo giusti per intraprendere quelle azioni e formulare quei pensieri che solo lei può mettere in moto per uscire da un rapporto violento”.

ACCESSI AL PRONTO SOCCORSO

L’IMPEGNO DELL’AZIENDA USL DI IMOLA

Tavolo di contrasto di maltrattamento

E’ il momento in cui tutte le componenti del nostro territorio si riuniscono per discutere analizzare la situazione e cercare di capire come e dove intervenire. E’ un momento di confronto nel quale ogni componente (associazioni, istituzioni a vari livelli) con i loro rappresentanti portano la propria esperienza, le proprie idee. Si discute, si condivide e soprattutto vengono programmate le nuove azioni utili a contrastare il fenomeno della violenza contro le donne. E’ proprio dal Tavolo è nata l’esigenza di aggiornare la pubblicazione “Diciamo No”, l’opuscolo nel quale le donne vittime di violenza possono avere le prime informazioni fondamentali su come e dove rivolgersi per avere l’aiuto necessario per uscire da questa spirale. La nuova veste grafica sarà presentata a giorni.

Formazione

La formazione è un altro elemento importante e fondamentale sia internamente che esternamente. Per questo motivo durante l’anno si è provveduto a svolgere corsi interni sia per i nostri operatori che esterni come ad esempio con le forze dell’ordine

“I muscoli e il cuore”. Uomini a confronto sui conflitti con le proprie compagne
Un gruppo di auto mutuo aiuto per confrontarsi, parlare del proprio disagio ed affrontare il delicatissimo tema delle relazioni conflittuali degli uomini con le proprie compagne. Occasioni per riflettere sui sentimenti e le emozioni che emergono in queste circostanze, su come gestire le situazioni difficili di quando rabbia e risentimento prendono il sopravvento e non permettono di scegliere liberamente e in maniera consapevole. Questo è l’obiettivo de “I muscoli e il cuore”: il gruppo attivato dall’Azienda Sanitaria di Imola alla fine del 2016. “Lo scopo del gruppo è quello di lavorare sulla violenza di genere in termini nuovi, secondo lo schema dell’auto mutuo aiuto – spiega il dottor Ennio Sergio, psicologo dell’Ausl di Imola –  ovvero lavorando sulla persona con disagio (in questo l’uomo autore di violenza) non solo come persona che deve essere aiutata ma come portatrice di esperienza che può sostenere gli altri nel cambiamento, e aiutando gli altri può aiutare anche se stesso. Dall’inizio del progetto hanno partecipato al gruppo di auto mutuo aiuto circa 40 persone. Attualmente sono dodici le persone che partecipano agli incontri settimanali. Il logo, un bicipite a forma di cuore, è stato creato dal gruppo stesso.  Si accede liberamente. “Non è un percorso sanitario – precisa il dottore Ennio Sergio –  La frequenza e le date vengono stabilite dal gruppo stesso e si basa sulla presenza volontaria”. Per info 338 3874547

Diamoci un taglio
L’idea è quella di far uscire la donna dal luogo istituzionale, dal consultorio, per entrare nei luoghi della sua quotidianità, dove si prende cura di sé e dove e dove ha la possibilità tra una chiacchiera e l’altra di farsi “sfuggire” il suo disagio.  Ed è per questo che sono stato coinvolti i parrucchieri del territorio: “perché tra una signora e il suo acconciatore si instaura spesso un legame che va oltre taglio e piega”. Il ruolo dei parrucchieri non è certo quello di fare gli psicologi ma sensibilizzare la clientela all’argomento già molto sentito nel territorio imolese. Una campagna che non si rivolge solo alle donne: riguarda anche gli uomini in quanto questo argomento non rimanga in un circolo chiuso tra le donne, è necessario che l’uomo si ponga come alleato numero uno in questa causa. Il progetto, nato a Chicago, è stato importato a Imola alla fine del 2019 e vede ad oggi più di 30 parrucchieri del territorio coinvolti.