Spett. redazione,
sono 450 ed in crescita, le firme di cittadini di Dozza che dicono NO al previsto insediamento di un deposito di rifiuti, con lavorazione lavaggio estrazione inerti etc, da attivarsi nel fabbricato ex Tintoria Martelli di fronte alle cantine Brusa per oltre 12.000 mq. coperti e l’area esterna per deposito all’aperto.

Sono 450 ed in crescita, le firme di una petizione inoltrata al sindaco ed a tutte le autorità comunali, regionali e prefettizie competenti in materia di Urbanistica, Ambiente e Salute dei cittadini.

Sono 450 ed in crescita i cittadini che ritengono non si tratti di opinione o di politica, ma che le attività previste, classificate dalle norme con le lettere g3.2) g3.3) d7) , non siano ammesse dal Rue del Comune di Dozza e dal Piano territoriale metropolitano. Queste attività sono inammissibili, per normativa urbanistica imperativa.

L’attivazione, anche di una sola delle destinazioni d’uso che non possono rientrare, anche per analogia, tra quelle ammesse dal Rue presuppone l’ipotesi di atto penalmente perseguibile, così come il mancato controllo da parte degli uffici.

Il Rue classifica la zona “Ambito produttivo esistente di livello locale destinato al mantenimento ed integrazione delle attività produttive e terziarie, caratterizzate dal loro radicamento e/o, di norma, da limitati impatti delle attività insediate”.

Il sindaco ha dichiarato ad un firmatario che contestava la inammissibilità della destinazione d’uso che …“ la si farà passare per manifattura”.

C’è la possibilità infatti di far passare tutto sotto silenzio depositando una Scia in sanatoria per manutenzione straordinaria, per togliere l’amianto, senza modifica della destinazione d’uso essendo sempre una “attività produttiva”.

Lo dicono i giornali, lo ha confermato il sindaco a molti dei firmatari, che si insedierà una ditta, formata da altre, che già si occupano su larga scala di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, emulsioni oleose, acque di verniciatura, acque di lavaggio, acque da processi galvanici acidi, acque da processi galvanici basici, acque da processi di stampa, rifiuti contenenti cromo, recupero e trattamento di rifiuti urbani non pericolosi, rifiuti speciali non pericolosi destinati a lavorazione o stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi, recupero e lavaggio e recupero di inerti.

Lo ha confermato il sindaco a molti firmatari che l’attività coprirà il fabbisogno di una area pari all’intera Emilia Romagna ed ha garantito a voce, non sappiamo su quali basi, che si tratterà di una attività “modello” priva di inquinamento, priva emissioni odorose, di fumi, di rumori, priva di impatto viabilistico.

Insomma una… delizia.

La dimensione dello stabilimento prova il volume enorme di rifiuti che saranno trattati nel fabbricato e depositati all’aperto nell’area pertinenziale.

I 450 cittadini non chiedono altro che il rispetto delle leggi dello Stato, delle leggi regionali, delle normative urbanistiche e delle norme sanitarie vigenti. Nulla di più.

Le residenze distanti pochi metri soffriranno di inquinamento acustico, aeriforme, di scolo oltre a quello derivante dall’impatto viabilistico dovuto dal traffico ad ogni ora di mezzi pesanti per il trasporto dei rifiuti necessari per fornire una attività sviluppata su 12.000 mq. oltre all’area esterna.

Il fabbricato per la “ lavorazione dei rifiuti” dista pochissimi metri dalla sede di una nota cantina vinicola che da decenni esercita la sua attività su prodotti alimentari particolarmente sensibili agli inquinamenti aeriformi.

L’inquinamento interesserà anche le aree agricole, ed i fabbricati residenziali posti nel territorio del Comune di Imola a distanza di poche decine di metri dal Rio Sellustra.

Per tale motivo la petizione è stata inviata anche al sindaco del Comune di Imola, al presidente del

nuovo Circondario imolese, all’Ausl, alla Città metropolitana, alla Regione Emilia Romagna ed al Prefetto.

(Il promotore ing. arch. Giovanni Baruzzi)

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La risposta del sindaco Luca Albertazzi

La scrivente amministrazione comunale, in merito alla petizione incentrata sul futuro degli immobili e delle aree di pertinenza della sede dell’ex Martelli lavorazioni tessili di Toscanella di Dozza e presentata presso gli uffici comunali in data 16/11/2021 con numero di protocollo 0009727/2021, accoglie con spirito propositivo la sollecitazione apprezzandone l’intrinseca sensibilità proattiva e la nitida volontà di comprensione.

E’ altrettanto doveroso prendere atto però, contestualizzando la casistica alla più stretta attualità, che ad oggi sussiste soltanto l’iter di avvenuta aggiudicazione mezzo asta da parte della società Cfg Ambiente di un’infrastruttura da tempo in stato di degrado e abbandono. Immobili e pertinenze che, in tempi piuttosto celeri, richiederanno un mirato processo di bonifica ambientale, recupero e riqualificazione nel rispetto di tutte le normative ambientali vigenti.

Ogni ulteriore considerazione, in assenza di progetti definiti di utilizzo da parte della nuova proprietà, ha un carattere puramente preventivo. Si ricorda, infatti, che ogni progettualità produttiva dovrà essere sottoposta come da prassi all’attenzione dell’amministrazione comunale di Dozza e a quella di tutti gli enti impegnati nell’opera di garanzia della tutela ambientale e della salvaguardia della salute pubblica.

Come già dimostrato in passato al cospetto di analoghe situazioni, e richiamata la certificata sensibilità della scrivente amministrazione sulle tematiche ambientali che fanno di Dozza un esempio virtuoso nel quadro nazionale, l’ente garantisce fin d’ora alla cittadinanza i propri intenti di approfondimento così come quelli di favorire ogni iniziativa di trasparenza e pubblicizzazione dei successivi elementi rilevanti della vicenda e delle sue prospettive.

Il Comune di Dozza, pertanto, si attiverà in qualità di promotore presso la nuova proprietà per la raccolta di tutte le delucidazioni utili e necessarie alla comprensione dei progetti della società Cfg Ambiente nell’area di riferimento.

Un’occasione per rimarcare, inoltre, i dogmi che disciplinano e governano l’azione dell’amministrazione comunale imperniata attorno al buon vivere della comunità ed al rispetto delle normative in materia ambientale.

(Luca Albertazzi, sindaco di Dozza)