Partiamo da un primo aspetto: cos’è il garantismo? L’Enciclopedia Treccani lo definisce “concezione dell’ordinamento giuridico che conferisce rilievo alle garanzie giuridiche e politiche volte a riconoscere e tutelare i diritti e le libertà fondamentali degli individui da qualsiasi abuso o arbitrio da parte di chi esercita il potere. Come tale, la teoria del garantismo, ossia della legittimità del potere, è parte del liberalismo e fondamento dello Stato di diritto”.

In altre parole, il garantismo è un principio cardine di uno stato civile democratico e civile. La nostra Costituzione fa suo questo principio laddove enuncia che ogni cittadino accusato di qualsiasi reato ha diritto ad esser sottoposto ad un giusto processo e che deve presentarsi al cospetto del giudice con la presunzione di non colpevolezza.

Perché allora la sinistra italiana fa così tanta fatica a pronunciare quella parola e soprattutto a darle un significato in concreto?

In decenni di Berlusconi, quindi di leggi ad personam e di processi di ogni genere, la sinistra ha lasciato che l’ex capo del Governo modificasse questo principio, trasformandolo da diritto costituzionale a mezzo per non far proseguire i processi. Anzi, dal canto suo i principali partiti del centro-sinistra hanno di fatto sostenuto sempre e comunque ogni attività delle Procure italiane, anche quando qualche critica sarebbe stata giusta.

Oggi nel 2021 quella parola, fino a pochi anni fa non pronunciabile perché macchiata di “berlusconismo”, non è più un tabù nel vocabolario del PD (ne è prova il recente recepimento della direttiva contenente la presunzione di innocenza), vuoi anche per la celebrazione di alcuni procedimenti penali assai discutibili contro esponenti della sinistra.

Ultimamente però, colpa eventi giudiziari sui quali non si entra nel merito, l’ex segretario Matteo Renzi si sta facendo portatore di quel principio cardine del nostro ordinamento, accusando gli ex compagni di partito di non aver pronunciato una parola di solidarietà. Giusta o sbagliata tale scelta, il PD, o almeno una sua parte, corre concretamente il rischio di lasciare ancora una volta il campo del garantismo ad altri, nell’autoconvinzione che quella parola sia un sinonimo di “impunità” (nulla di più sbagliato).

Possiamo confidare nella bravura e nella saggezza del segretario Letta affinché ciò non accada, perché tutti i diritti (essere sottoposti a processo da non colpevoli è tra questi) sono meritevoli di tutela.

(Andrea Valentinotti)